L'epigrafe ritrovata
di Florindo Cirignano
19/08/2005
Una straordinaria scoperta, del tutto casuale, ha movimentato Torre le Nocelle
in questi ultimi torridi giorni di luglio. Durante i lavori di manutenzione
della casa Struzziero, in Largo Sagrestia, è stata rinvenuta, nella parete S-W,
un’epigrafe romana.
L’iscrizione era stata
registata da
HeinrichDressel
e censita dal
Mommsen
nel 1880 con il
numero 2086 nel Corpus Inscriptionum Latinarum. Quando fu registrata a suo
tempo, era murata in una casa in rovina ( domuncula collapsa) in una parte non
identificata delle Casaline. La pietra, del peso di svariati chilogrammi,
era
sparita ma per fortuna , dopo 120 anni, è tornata alla luce. Una volta la casain
questione
apparteneva a Baldassarre Rotondi ed è quasi certo che sia stato lui che
fece trasportare la lapide dalle Casaline e che la fece murare nella sua proprietà
.
Baldassarre Rotondi
era un’amante dell’archeologia
. A lui si deve la scoperta delle colonne romane dell’Oratorio. Più tardi l’iscrizione
fu ricoperta da uno strato di intonaco e, quindi, completamente dimenticata. Le
lettere sono ottimamente incise e si leggono abbastanza agevolmente:

P. PVBLICIO P F MAXIMo
IARUSPICI FECIT
…A MATER
.
La Gens Publicia era di origine plebea, tuttavia
appare nella storia a partire dalle Guerre Puniche , quando M.Publicius
Malleolus accede al consolato nel 232 a.C. Alla fine del II sec. A.C. coniavano
monete con una varietà iconografica di tutto rispetto.
Cercheremo
di reperire ulteriori informazioni sia sull'iscrizione , sia su Publio
Publicio, a cui era dedicata una
seconda epigrafe (la 2086 del C.I.L.),
che al momento risulta perdutae
che termina con una strana raccomandazione: H.M.H.N.S. ( Hoc monumento heredes
non sequetur), vale a dire " in questo monumento non dovranno essere
seppelliti altri eredi"
Avviso per latinisti, scenziati, filosofi e premi Nobel locali:
NON SI COPIA!!!