Tanto tempo f a, a Torre c'era la Chiesa di S. Maria. Questa fu costruita verso la metÓ del 1100, insieme alla Chiesa di S. Maria a Montefusco. L'edificio si trovava nella parte bassa del paese e fu abbattuto da un tremendo terremoto. Le macerie seppellirono anche il tesoro della Chiesa.

LO TESORO RE LA CHIESA RE SANTA MARIA

" Tanti uomini, chi pe fama chi pe vulio re sordi, se ne jevano re notte a scavÓ inda a quere morecene re prete  pe trovÓ lo tesoro re la chiesia.
Traslate

Tanti uomini, ci per fame chi per aviditÓ, andavano di notte a scavare in quelle rovine  per trovare il tesoro della chiesa. 

Ma lÓ ce steva no buono guardiano,
ca faceva foje a tutti e a certauti lassao nfacci lo segno re cingo jerete re fuoco, ca voleva rice ca isso (lu riavolo) s'era pigliata l'anima loro.
Ma lý c'era un buon guardiano che metteva in fuga tutti e a certi lasci˛ impresso sulla faccia cinque dita di fuoco, che significava che egli (il diavolo) si era impossessato della loro anima.

Na vota, sette uommini resperati se portarono appriesso no preote, con ngienso e acquasanta. Scavarono scavarono e trovarono no cascione chino r'oro, ma ncoppa ce steva no serpientone,ca chi¨ tiempo passava e chi¨ cresceva. Pe la paura uno alluccao: "     Uoi mamma mia...!" Re botta se trovarono tutti a nata parte, chi inda le spine, chi inda le burdiche .   
Una volta sette uomini disperati si portarono un prete con incenso ed Acquasanta. Scavarono,scavarono e trovarono una cassa piena d'oro con su un serpente  che cresceva sempre di pi¨. Per lo spavento uno grid˛ "Mamma mia...!". Di colpo furono scaraventati lontano, chi tra le spine chi tra le ortiche. 

Ce sta puro chi rice ca, na vota , portaro lÓ sette criaturi, sette anime nocenti. Ma puro loro virierono lo serpente e se ne fujierono.
C'Ŕ chi racconta che una volta portarono lý sette bambini , ma anch'essi videro il serpente e fuggirono.

 

Nata vota la malabestia ivo nsuonno a no zappatore assai arresperato a sordi e ce risse: " Vai labbascio, add˛ na vota steva la chiesa, ca te fazzo trovÓ na pignata re sordi r'oro. Lo disgraziato, ca teneva assai fama, pigliao no mozzone re cerogeno, no sciamarro e na pala e jivo lÓ, quanno tuttti steveno rormenno. Ma non fece a tiempo a dÓ no colpo re picco ca subito sentivo gente ca s'allamentava e alluccava e na puzza re zurfo. Allora se cacao sotta, lassao tutto lÓ e se ne fujo pe bascio la Fontana ra Terra".
Una volta la malabestia and˛ in sogno ad uno zappatore molto povero e gli disse: " Vai laggi¨, dove una volta c'era la Chiesa che ti faccio trovare una pignatta piena d'oro". Il disgraziato, che aveva molta fame, prese un mozzicone di candela, un piccone ed una pala e si port˛ nel luogo indicato, mentre tutti dormivano. Al primo colpo di piccone, per˛, udý la voce di persone che si lamentavano ed urlavano e sentý un fetore di zolfo. Allora si spavent˛ a morte e, abbandonati gli attrezzi, fuggý gi¨ per la Fontana della Terra.

 Racconto risalente al millesettecento e  tratto per metÓ da ricordi personali( me lo contava mio nonno)  e per metÓ da una intelligente ricerca della Scuola Media di Torre le Nocelle.