Si racconta che  Ndorzone, che si era  fidanzato in un paese vicino,  quasi ogni giorno andasse a trovare la sua ragazza .

Se c'era una cosa,però, che egli  temeva nella vita erano i fantasmi, per cui aveva sempre cura di tornare a casa prima che calassero le tenebre.

Una sera, tuttavia, fu trattenuto presso il futuro suocero da un contrattempo e prese la via del ritorno che era già buio. Intendiamoci, non è che fosse tardi, ma dato che era novembre inoltrato, la giornata si era accorciata di parecchio.

 

Il povero Ndorzone già dal Ponte del Duca mise mano alla sua raccolta di santini, che dovevano proteggerlo da cattivi incontri. Man mano che si avvicinava al "Cerzone", però, si spostava sempre più dalla parte opposta della strada, fino a che, nelle immediate vicinanze dell'albero, si mise a camminare proprio sul ciglio sinistro.

Fu così che, senza che se ne rendesse, capitò che il suo cappotto fosse agganciato da alcune spine della siepe. Sentendosi trattenere fu  colto dal panico .Caso volle, inoltre,  che un contadino che dall'altra parte della strada stava raccogliendo – non visto - delle fascine , lo salutasse. Come sentì la voce che  lo chiamò : -Huè Ndorzò!- il poveretto si sentì mancare e  stramazzò a terra svenuto.