INCUBO DI UNA NOTTE  DI PIENA ESTATE

“ Come vorrei che ci fosse Agostino Bevilacqua!”- pensai -  mentre in una notte  d’estate, dopo una cena all’aperto, una signora narrava questa stupefacente storia. “ Beh !  Forse è meglio che non c'è , tanto in ogni caso, scettico com'è  - conclusi - sarebbe rimasto della sua opinione!” 

“…Era una  afosissima notte di luglio, durante  il periodo della trebbiatura e Ricuccio re Camillo, per trovare un po’ di frescura, aveva deciso di passare la notte all’aperto, in compagnia di due cugini e dormire accanto al "pareto", il pagliaio.  Della loro casa ora non restano che ruderi. Si trovava in un posto bellissimo in Contrada San Mercurio, su una leggera sommità e non molto lontano  dal cimitero, giusto all’imbocco della strada che scende verso la  Fontana di San Pietro. Faceva molto caldo ed i ragazzi stentavano a prendere sonno. Non un alito di vento né un fremito di foglia. All’improvviso verso l’una di notte  si sente un gran frastuono, come dei cavalli che trascinassero delle  carrozze  e catene insieme. I ragazzi si levarono dal giaciglio  ma non riuscirono a vedere nulla. Il frastuono s'arresto dopo un centinaio di metri  nei pressi dei Bevilacqua.  Dopo un solo minuto riprese ma fece il percorso a ritroso. Il rombo di cavalli, catene e carrozze si avvicinò sferragliando  sempre di più agli smarriti ragazzi, dirigendosi verso il cimitero.

Spaventatissimi questi  si rifugiarono in casa e svegliarono tutti. Nessuno osò dormire per il resto della nottata. L’indomani si venne a sapere che,  in quella stessa  notte, una persona si era suicidata,  proprio dove si era fermata  l'invisibile carrozza.

Qualche tempo dopo,  un  famoso prete torrese    fu chiamato  nella casa del suicida, che  intanto era divenuta inabitabile a causa delle stranezze che vi avvenivano. Ogni notte accadevano fatti da far raggelare il sangue a tutti.  Si racconta ancora  di una epica tenzone  fra il buon prete  ed una  "entità" I rumori di lotta si sentirono per un raggio di cinquecento metri e, solo dopo una strenua battaglia, che durò un'intera settimana, lo stremato  sacerdote  riuscì a liberare l’abitazione”.