Non molti anni fa, nelle nostre campagne, c'era una vedova che viveva con due figli ed una sorella. Colpita da una forte depressione, un giorno si tolse la vita, gettando nello sgomento tutti i suoi familiari. Non passò molto tempo che anche uno dei suoi ragazzi ritenne che la vita fosse un fardello troppo pesante da portare e  si ammazzò in maniera molto plateale. Il paese ne rimase sgomento, ma  più di tutti rimasero sconvolti il fratello del suicida e sua zia.

I due rimasero nella loro casa e continuarono a lavorare  i campi come sempre. Una notte, tuttavia, mentre stavano dormendo nelle loro stanze al piano superiore, udirono un rumore di passi. Pareva loro che qualcuno  salisse le scale di legno e si fermasse innanzi alle porte chiuse delle loro stanze. La zia chiese chi fosse, ma nessuna risposta venne dal corridoio. La sera dopo e poi l'altra ancora si ripeté lo stesso episodio  ed il ragazzo, sempre più impaurito, fu costretto a trasferire il proprio lettino nella stanza della zia. Una notte, tuttavia,  i tonfi dei passi divennero più forti e cupi del solito, tanto da risuonare come colpi di maglio nella casa isolata.  La zia, vedendo suo nipote piangere e tremare dalla paura e capito chi poteva trovarsi dall'altra parte della porta,  prese coraggio e gridò: “ Che buoi nì ? Nisciuno te l'ha fatto. L'hai voluto tu ! (Cosa vuoi ragazzo mio…nessuno te lo ha fatto. Tu lo hai voluto !)”. Dopo qualche secondo di perfetto silenzio, si udirono i passi che lentamente ridiscendevano la scala.
 L'indomani il ragazzo andò nella stalla per i lavori di routine e, con gran meraviglia, scoprì che questa era stata pulita e gli animali governati. Per mesi e mesi, ogni sera, zia e nipote udirono  passi cauti che salivano al piano notte e che ridiscendevano dopo aver indugiato per qualche secondo davanti alle porte delle stanza da letto ed ogni mattina ritrovarono la stalla pulita e gli animali in perfetto ordine. Poi egli….trovò la sua pace e non tornò più.