di Florindo Cirignano

“Huoi Maronna!” esclamò Ciriaco a denti stretti, mentre piegato in due si comprimeva il ventre con le mani.   La colica, il “ciglio di panza”, gli era venuto mentre era intento a fare la solita partita serale di tressette . L’ aveva sopportata per più di un’ora, governando gli spasmi ora  con contrazioni dell’addome,  ora irrigidendo  gambe e glutei, ma dato che  per una volta stava vincendo,  non aveva voluto abbandonare  le carte. Adesso , però, non ne poteva più! Lasciò il circolo  dei Coltivatori Diretti senza salutare nessuno, afferrando furtivamente un volantino elettorale, che veniva utilizzato per tener conto dei punti delle partite . Percorse    la strada fino al “trappito” con incedere dignitoso, poi, quando fu certo di non esser visto da anima viva, si mise a correre precipitosamente per la strada della Parula . Gemendo per i crampi arrivò alla Fontana della Terra e, addossatosi ad una siepe, si tolse velocemente la cintura, che appoggiò su di un ramo e quindi ,dopo aver tratto dalla tasca il volantino elettorale, calò calzoni e mutandoni.  Fu un momento di violenta sofferenza, ma di estremo godimento. Il dolore diminuiva man mano che fuoriuscivano i gas . Mentre se ne stava beato a competere di culo con i tuoni del temporale, udì alle sue spalle una voce  meravigliata che  esclamò  “ Saetta!” .

Per chiarire le idee al lettore, all’ esclamazione “Saetta!” bisogna dare lo stesso significato  ironico di   “alla faccia!”  o di “salute!” oppure di “ congratulazioni!” .  “ Chi è?”- chiese spaventato Ciriaco, irrigidendosi di colpo e guardando con trepidazione nelle tenebre . Non ebbe risposta e,  pertanto, pervenne alla conclusione che  probabilmente la suggestione gli aveva giocato un brutto scherzo, per cui si accoccolò per finire l’opera. Forse fu  l’atto di accoccolarsi, forse l’improvviso rilassarsi dalla repentina tensione,  sta di fatto che l' aria maligna, fuoriuscendo  di colpo dalla malsana prigione,  esplose fragorosamente,  rintronando nella silenziosa campagna.  Non ebbe il tempo, però, di compiacersi  della sua prestazione. Alle sue spalle una voce indignata gli gridò “  E mo basta!  (Adesso basta!).  Il povero Ciriaco fu preso dal terrore e, tirandosi su  alla meglio i pantaloni e incespicando negli stessi , si mise a correre e non si fermò finché non arrivò al circolo dei Coltivatori Diretti.  Aprì  la porta  facendo sbattere rumorosamente i battenti  e gridando “ Lo spirito….lo spiritooooooo!” raccontò  in maniera concitata e confusa la sua storia, tra le malcelate risate  degli astanti.
 Tuttavia, visto che non si calmava, per tranquillizzarlo, una decina di amici decise di accompagnarlo sul luogo del fattaccio.  Quando  giunsero alla meta, l’allegra brigata prese a sfottere il poveretto. “  Allora dove sta  questo spirito ??   ….Spirito esci ..!  Fatti vedere spirito…! Kukù spiritoooo”.
 Ciriaco  non li ascoltava neppure, ma  perplesso si  guardava intorno, come  se avesse perduto qualcosa!

 Incuriositi gli amici gli chiesero cosa cercasse ed egli  rispose “ La sopala sta qua, la merda sta qua… ma la correa addo cazzo sta?  ( la siepe sta qui, la cacca sta qui, ma  dove sta la mia cintura?).