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“Huoi
Maronna!” esclamò Ciriaco a denti stretti, mentre piegato in due si
comprimeva il ventre con le mani.
La colica, il “ciglio di panza”, gli era venuto mentre era
intento a fare la solita partita serale di tressette . L’ aveva sopportata per
più di un’ora, governando gli spasmi ora con contrazioni dell’addome,
ora irrigidendo gambe
e glutei, ma dato che
per una volta stava vincendo,
non aveva voluto
abbandonare le carte. Adesso , però, non ne poteva più! Lasciò il
circolo dei
Coltivatori Diretti senza salutare nessuno, afferrando furtivamente un volantino
elettorale, che veniva utilizzato per tener conto dei punti delle partite . Percorse
la strada fino al “trappito”
con incedere dignitoso, poi, quando fu certo di non
esser visto da anima viva, si mise a correre precipitosamente per la strada della Parula .
Gemendo per i crampi arrivò alla Fontana della Terra e, addossatosi ad una siepe,
si tolse velocemente la cintura, che appoggiò su di un ramo e quindi ,dopo aver
tratto dalla tasca il volantino elettorale, calò calzoni e mutandoni.
Fu un momento di violenta sofferenza, ma di estremo godimento. Il dolore
diminuiva man mano che fuoriuscivano i gas . Mentre se ne stava
beato a competere di culo con i tuoni del temporale, udì alle sue spalle una
voce meravigliata
che esclamò
“ Saetta!” .
Per
chiarire le idee al lettore, all’ esclamazione “Saetta!” bisogna dare lo
stesso significato
ironico di
“alla faccia!”
o di “salute!” oppure di “ congratulazioni!” .
“ Chi è?”- chiese spaventato Ciriaco, irrigidendosi di colpo e guardando
con trepidazione nelle tenebre . Non
ebbe risposta e, pertanto, pervenne alla conclusione che probabilmente la suggestione gli aveva giocato
un brutto scherzo, per cui si accoccolò per finire l’opera. Forse fu
l’atto di accoccolarsi, forse l’improvviso rilassarsi dalla
repentina tensione,
sta di fatto che l' aria maligna, fuoriuscendo
di colpo dalla malsana prigione,
esplose fragorosamente,
rintronando nella silenziosa campagna.
Non ebbe il tempo, però, di compiacersi
della sua prestazione. Alle sue spalle una voce indignata gli
gridò “ …E
mo basta!
(Adesso basta!).
Il povero Ciriaco fu preso dal terrore e, tirandosi su
alla meglio i pantaloni e incespicando negli stessi , si mise a correre e non si fermò
finché non arrivò al circolo dei Coltivatori Diretti.
Aprì la porta facendo sbattere rumorosamente i
battenti e gridando “ Lo spirito….lo spiritooooooo!”
raccontò in maniera concitata e confusa la sua storia, tra le malcelate risate degli astanti. Incuriositi gli amici gli chiesero cosa cercasse ed egli rispose “ La sopala sta qua, la merda sta qua… ma la correa addo cazzo sta? ( la siepe sta qui, la cacca sta qui, ma dove sta la mia cintura?). |