STORIA
RELIGIONE

 

 

   

 La buona amministrazione della chiesa, della festa  e della cosa pubblica 

 

 

   Ovvero:

 

  Resoconto della festa di San Ciriaco del 1809

 

Forse i miei richiami e  le mie critiche nei riguardi di  alcune scelte delle amministrazioni comunali, che si sono succeduti in questi anni,   possono sembrare dettate da faziosità o da rancori personali. Non è così, ve lo assicuro, altrimenti  non direi pubblicamente  che la  sistemazione della via  Beniamino  Rotondi, a prima vista (e per quanto ne possa capire),  mi sembra un'opera ben fatta e che va sicuramente nell'interesse dei cittadini.  Mi rallegrerò sempre per lavori del genere. Non potrò, invece, mai condividere sia certe scelte effettuate in spregio al nostro patrimonio  paesaggistico e   storico, né certe “furbate”, che, gira e rigira, sembrano sempre far capo al solito triste figuro: il "bambin picciuso", colui il quale, da qualche anno,  ha fatto sprofondare il nostro paese in un oscuro    medio-evo.
Purtroppo le coscienze dei torresi sembrano   impantanate in una melma densa, in una palude fetida, dove macerano ed imputridiscono come gigli d'acqua recisi.

Prendiamo, ad esempio, l'ultimo resoconto della festa di San Ciriaco. Dire che è un documento vergognoso, oltraggioso oltre ogni limite, è dir poco. Un bilancio in cui figurano solo le entrate, e non  anche le uscite, sa di "pulcinellaggine", di tracotanza e disprezzo, di malaffare, perfino se  concepito con le migliore intenzioni di questo mondo. Se non si ha nulla da nascondere, si deve avere il coraggio della trasparenza e della chiarezza e non c'è necessità alcuna di creare una  nuova forma di  contabilità creativa: la "partita monca torrese". Non aggiungiamo, per favore, ridicolo a miseria.

La festa   è finanziata in parte anche dalla Pro-Loco, che a sua volta riceve i soldi dal Comune, e, quindi, si sostiene  anche con soldi pubblici e questo non bisogna mai scordarlo.   Se poi la mancanza di trasparenza sia  dettata dalla necessità di dover occultare alcune uscite ( vescovi, pranzi, cene trimalcioniche ed ammennicoli vari, per cui penso che provino un immenso imbarazzo, se non vergogna,   a rendere pubblici questi dati) è ancora più grave.

Detto questo vorrei porre alla vostra attenzione con quanta e quale  cura il Sig. Saverio Dello Iacono,  teneva la contabilità della Chiesa e della Festa di San Ciriaco due secoli fa.

-Conto dell'amministrazione delle rendite della laical Chiesa di San Ciriaco del comune di Torre le Nocelle in prov. di Montefusco tenuta nel papato anno 1809:dal sig. Saverio dello Iacono della medesima comune alle regale Amministrazioni dei Regi Demani.

Saverio Dello Iacono non era un religioso, bensì un laico ( ebbe diversi figli). Su carta da bollo sono minuziosamente  annotate tutte le entrate  e le uscite, per quanto insignificanti potessero essere.

     

     

     

   
 

Nel 1809 la festa costò 198 ducati e 37carlini. La prima cosa che , però, dobbiamo  stabilire quanto valeva un ducato e quanto un carlino.
Secondo delle stime attuariali, questo dovrebbe esse il valore corrente:

1Ducato = 16,03 Euro,
1 Carlino =  1,60 Euro 
1 Grano  =   0,16   Euro
1 Tornese = 0.08 Euro
1 Cavallo  = 0.01 Euro  
per cui, per quella festa si spesero l'equivalente di 3.233 euro. Era una festa di povera gente, ma con tanta dignità, che si privava del pane pur di abbellire la propria chiesa ed onorare il proprio santo.

"Spese per la festività che si celebrano ogni anno nella chiesa di San Ciriaco, chiesa madre della Comune eretta eretta in ricettizia numerata di sette Sacerdoti Partecipanti incluso l'Arciprete ed il Penetenziere decretato in Santuario
( come sempre da me affermato, era già Santuario duecento anni fa.) da Benedetto XII, quali sono tenuti a tutte le ore canoniche.  Una si celebra il 16 marzo e commemora il Martirio del Santo, l'altra  a 7-8-10 agosto con i Santissimi San Donato e San Lorenzo commemora la di Lui nascita ( e qua si vede che non è un prete, perché commette un grave errore. Non è la nascita di San Ciriaco, ma il giorno della traslazione del suo corpo) poi ....la seconda Domenica dopo Pasqua la festività della Beatissima Vergine del Rosario,

   Spese di ordinaria amministrazione della Chiesa .

Le entrate erano costituite, per la maggior parte, da fitti e decime su terreni e fabbricati, i quali sono minuziosamente annotati nel documento, dove  sono anche  registrate un'innumerevole serie di spese per la cura ed il mantenimento  della chiesa:

- Al regolatore dell'orologio come istrumento contribuisce ....carlini 10;

-Per trasporto del grano del Santo dalla campagna che esigge dai vendenti in diversi luoghi e si conducono al magazzino ....carlini 20;

-Per elimosine in tutto l'anno sia a forastieri che a cittadini ...ducati 10;

-Pagato ad Alessio Ardolino per aver lavorato due pezzi di marmo a largate le parete del trappeto ( la chiesa possedeva un frantoio) dove si precipitavano le olive a fatica....carlini 27;

-Pagato a Giovanni Frongillo per compra di un tavolone di castagno per perni di ferro ...per sottoporre alla trave che sostiene la campana del campanile della chiesa che minacciava roina per fatica...come da ricevuta....carlini 27;

-Pagato al campanarale Nicola d' Emanuele di Taurasi per aver trapanata la campana mezzana e fissate le grappe che sostenevano il battaglio....carlini 12;

La festa

Ma come era la festa di San Ciriaco 200 anni fa? Non certo  ricca e  sfarzosa. I torresi erano molto poveri e per darne la misura segnaliamo che un corriere andava a Napoli per comprare i santini di San Ciriaco per  l'equivalente di un Kg di pasta.


  Di prima mattina,in prossimitivà della chiesa, si montavano  piccoli chioschi dove si vendevano taralli benedetti e "caraffine" di olio santo ( se ne smerciavano oltre 1000 a festa). Verso le otto partivano "otto tamburi e quattro pifferi", che facevano il giro delle strade del paese. Dopo mezzogiorno, al culmine della giornata  usciva la processione accompagnata da " tre paranze di zampogne e ciaramelle"  ( che anticamente suonavano in tutte le occasioni, non solo a Natale. Dal documento sembra dedursi che la banda si esibisse solo di sera:
Per musica o sia banda militare che hanno suonato nelle prime e seconde vespere di San Donato, San Ciriaco e San Lorenzo in numero di 22 con corni da caccia,violini, oboe, grancascia ed altri strumenti di musica pagati duc. 16 e carlini 7.

Durante la processione, mentre le campane suonavano a distesa,  facevano scoppiare  in  700 maschi, appositamente affittati, 12 rotoli di polvere da sparo con boati simili a  dinamite.

E questa,tramandata tramite un resoconto di 15 pagine in carta da bollo, dove era annotato tutto, ma proprio tutto, era  la nostra festa: povera, dignitosa, allegra, devota, senza sprechi, senza mangia-mangia, senza sfarzo, senza vescovi.
La festa, allora, non era né del sindaco né del prete, ma un bene dell'intera collettività.

 

....ed allora il buon torrese disse :" Vigliacco! E' inutile che  mandi  scagnozzi a minacciarmi;  per farmi tacere  dovrai solo farmi ammazzare".