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| Data |
Provenienza |
Miracolo
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| 8/8/1706 |
S.
Menna |
Malattia |
...e venne ignudo a rendere al
Santo le dovute grazie. |
| 8/8/1706 |
S.
Menna |
podagra |
| 8/8/1706
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Pietradefusi
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rabbia del bue
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| 9/10/1706
Montemarano
infermità
e possessione
Io
infrascritto Arciprete di questo SANTUARIO
testifico.
come Pascale Goliosi da Montemarano è venuto a rendere le dovute
grazie a questo S. Martire e levita Ciriaco per essere stato dal
Santo stesso miracolosamente guarito colla unzione del suo olio da una
penosa e letale infermità e scopertosi parimenti invasato dal
Demonio, tante mi attesta ancora il signor Vescovo di essa città con una
lettera del tenore seguente: " Molto Illustre e molto reverendo
signor....da che fui costì conobbi la sua gran gentilezza: onde ne
conservo le obbligazioni ricevei le carafine dell'olio e li fogli
dell'orazione e ne la ringrazio; la prego pero alla esecuzione della
promessa dell'olio ....miracoloso di mandarmelo per il lator di questo
cittadino di qui, quale viene a rendere grazia al santo per la grazia
....ricevuta stante dopo tre mesi di penosa infermità e ridotto
alla morte, coll'unzione dell'olio che li mandai Io si scoprì lo stesso
giorno invasato del Demoni, e dopo molti strepiti , restò guarito.
Lo raccomando alla sua pietà e questo ecc.......
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| 11/10/1706 |
Ceppaloni |
infermità |
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28/5/1707
Nola
infermità
Io infrascritto testifico come
il Signor D.Carlo Carafa fratello di Monsignor Vescovo di nola ha esposto
alla presenza dei Ri, D.Felice Chioccarelli d D.Vincenzo de Santis
testimoni d'haver ricevuto nel po...di detto mese ed anno dal Levita S.
Mart. Ciriaco la grazia di haverlo liberato da una grave infermità
per la quale stiede colla falce della morte al collo ed in fede così è.
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| 8/8/1707 |
Pietradefusi |
tisi |
| 8/8/1707
Pietradefusi
resurrezione
Sabato Santoro ha esposto
parimenti in presenza del sopracitato, come nell'anno scorso 1706
nel dì di S. Matteo cascò ammalato Pasquale Antonio suo
figlio, defunto nel dì del SS. Rosario, chiamando sua madre con
tutta la fede il Santo, fu da questo miracolosamente resuscitato dopo lo
spazio di hore quattro di separazione dell'Anima dal corpo ed in fede
così è
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| 19/7/1708
Monteaperto
Salvataggio
da un pozzo
Io infrascritto testifico come Niccolò
Musto , figlio di Angelo Dom. di Monte Aperto di questa diocesi di anni 8
..quest'oggi soprato di mese ed anno poche ore fa. D'essere qui giunto col
presente suo padre in questo SANTUARIO,
era cascato dentro un profondo pozzo di palmi 24e più d'acqua senza
il vano superiore , ed in esso dimoratovi per questa mane per tempo de
forse tre hore.... saputolo sua sorella corse al suddetto pozzo ed
il suo fratello urlato, genuflessa innanzi a detto pozzo ed ad alta
voce chiamando ed invocando il nome del S.Mart. e Levita Ciriaco. ...Corse
suo padre ed altre genti , al mentre che stavano mirando l'acqua del pozzo
suddetto, si vide sopra di essa acqua il figliolo, con che facendo voto la
detta sua sorella di portacelo ignudo per dire Messa. ..... La
suddetta sorella lo cavò e dopo uscito racconto che stiede dentro le
suddette acque e detto spazio antedetto, e raccontando che un Prete lo
tenne dentro alle suddette acque salvo. |
| 8/8/1708 |
Isernia |
febbre
frenetica |
| 12/8/1708 |
Foiano |
dolori articolari |
| 20/5/1709
Vinchiaturo Possessione
...è
stata liberata dalla vessazione degli spiriti ribelli della Divina
Onnipotenza; almentre un di mio...ho fatto aprire la porta della Nicchia,
dove s'adorano le S. Reliquie del S. Martire e Levita Ciriaco, dal
Sagrista Maggiore Sig. Don Michelangiolo De Cristofaro, il quale parimente
ne attesta in atto che io medesimo faccia gli esorcismi ed in quelle
parole ... si vidde da me e da diversi testimoni uscire dalla bocca di
detto Francesco una fiacca di fuoco mischiata con fumo, un fetore
sulfureo, che si verso da per tutto nella Chiesa: e tale liberamente
succedè in quanto che le campane della Chiesa che nel Mese Santo si
sonavano per le ore vespri che a tal'effetto tutti risposero grazia,
grazia buttando dagli occhi dello paziente come da circostanti un
fiume ....
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| 29/6/1709
S. Marco dei Cavoti
Due salvataggi in un molino
Certifico io
infrascritto Arc. Penna, qualmente Giacomo di Donato, figlio di Bartolomeo
e Antonia Costanza coniugi della terra di S.Marco dei Cavoti Diocesi di
Benevento ha esposto questo in presenza del sig. Vincenzo de Santis ed il signor Pietro
Penna essere stato salvato dal S. Martire e levita Ciriaco da morte nella
notte di S. Giovanni; al mentre che arrenava le acque del molino nel luogo detto Tamurano
(?) cadde il detto
Giacomo dentro le acque, che passano per le macine del suddetto molino,
che si potea de fatto affocare, chiamando il nome del Santo che l’avesse
salvato, subito fu trasportato fuori di esse. Non ostante da tal pericolo
salvato….seguitò nella stessa notte a macinare …..ma nel macinare
delle vettovaglie cade nella seconda volta dentro alla tramoia, cioè
sopra la mola, che trita il grano, il molino stante a
macinare….rimbalzando… il poveretto fa
voto di non macinare più nei giorni di festa
e di non fare più scapolare il molino “ che si
potea frangere e sfacciare”. Tutto ciò
ha rilevato in presenza dei suddetti, perché sorti a vista di Di Giusto
Donato e Domenico quali lo videro che
fu pigliato da dentro il mulino, che macina alla gagliarda da un Diacono
vestito che lo condusse alla porta della casa del molino dove per poche
hore siede tramortito…..
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| 15/9/1709
Ariano voto non rispettato
Ippolita
Cacciariello di ariano aveva fatto voto a S. Ciriaco, che l’ ”
havea cavata da dentro un profondo fosso , dove si era dirupata
“ di portare tre tomole di grano “ col suggello di queste parole:
S Ciriaco mio se non ti porto il grano promessoti nella prima volta , che
se mi trovo a cavallo che mi pozza dirupare famme rompere il collo”
La donna non adempie al suo voto e così il 14 settembre 1708
“volendo uscire per andare alla mia vigna ,poiché era lontano
dalla città, mi portai una bestia sommaria per servirmene per andare a
cavallo si vide sbalzare di cavallo caduta bienca ,storta di collo ,che la
faccia era rivoltata dalla parte di dietro del collo”.
Capita l’antifona la donna si da da fare per racimolare le tre tomole di
grano , ma tutto quello che aveva ammontava a soli 5 mezzetti
per cui si fece prestare un altro mezzetto da una vicina
per portarli a Torre.
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| 20/9/1709 |
Candela |
guarigione dal Capozzatto e dalla disibela |
| 31/3/1710
Montoro
Guarigione della sterilità
Antonio
Tanga e Caterina Pironti di Montoro per
avere avuto un figlio consegnano
alla chiesa tanta cera quanto pesava il bambino ( 13 rotola).
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| 18/5/1710 |
Ariano |
Guarigione dall’agonia |
| 31/5/1710 |
Frigento |
tisi |
| 8/8/1710
Rocca S.Felice
possessione
Davanti
ai DD Domenico Antonio Gualtieri PRESIDENTE
DEL SANTUARIO e Niccolò Grimaldi
Arciprete di Montemiletto si
presentano Antonio e Domenico di Rienzo che giurano di “essere
stai liberati dalla vessazione di spiriti infernali nel porre i piedi in
questa jurisdizione di qua del Ponte del Calore
col segno di esalazioni di fuoco e fumo sulfureo uscendo dalle
loro bocche, e dopo con rumori ed urli per l’aria dicendo che altro
non potrà farci uscire da
questi corpi se non S.
Ciriaco….:ebbero parimenti sudori superfluj dopo l’uscita degli
spiriti”
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| 2/9/1710
?
febbre maligna
…in presenza
del Sig. D. Michelangelo D Cristofaro sagrista Maggiore di questo SANTUARIO….
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| 2/9/1710
Benevento Infermità
Al
punto 46 c’è una cosa
curiosa. Si fa riferimento ad un miracolo ricevuto da un Notaio di
Benevento avvenuto nel
1698. Il notaio
“ alli 10 di suddetto anno 1698 venne colla sua famiglia
in questa chiesta cioè
nell’antica a rendere grazia al Santo Levita per la recuperata
salute” Il
fatto curioso e che si fa riferimento ad una chiesa vecchia che non è né
la Chiesa attuale che ancora non era stata edificata
né quella di Santa Maria che era caduta 10 anni prima a causa
del terremoto.
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| 2/7/1711
Sindaci di Torre,
Montemiletto,Monte Aperto,Lapio,Pietra de Fusi,Montefalcione Maltempo
A 2 luglio 1711 giorno delle
Grazie giovedì testifico io infrascritto Arciprete
come a richiesta dlli Mag.ri Sindaci ed eletti delle Terre di
Montemiletto,MonteAperto, Pietra dè fusi, Lapio, Montefalcione e questa
della Torre delle Nocelle furono esposte le S. Reliquie di questo S.
Mar. e levita Ciriaco in questa chiesa e continuando fino alli 5 di….
E….furono portate processualmente
da luoghi pubblici e consueti
di questa terra per implorare la serenità del tempo …. Poscia fra
preghiere nella litania dei Santi pro serenità sparirono le acque
che a diluvio cadevano dal cielo , quale le fece sereno e le cataratte
di quello furono serrate sotto il dì 5 luglio 1711
che al pianto e suppliche di sì devoti
popoli il Santo si compiacque
di fare rasserenare l’aria
ed il tempo e miracolosamente cessarono le acque che per l’ispazio di
due mesi s’erano rese continue , che quasi havean inondate tutte
queste terre.”
Questo miracolo
si replica al contrario nel 1950. A causa di una terribile siccità che
durava da mesi , furono portati in processione diversi santi del
circondari e di mezza Italia meridionale. Infine “cacciarono” San
Ciriaco che fu portato fino al Vidicito
dove fu rivolto verso il paese, quasi a volergli far vedere in quale stato
erano ridotte le campagne. Non fecero a tempo a ritornare in Chiesa (che venne la tanto sospirata
pioggia ho sempre sospettato che S, Ciriaco abbia anche il
dono dell'humor) .
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| 2/7/1711 |
S.Paolina |
doppia infermità |
| 2/8/1711 |
Fontanarosa
Solofra
Montecalvo
Montefalcione
Benevento
Montecalvo |
13 possessioni |
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| 3/9/1711 |
Ariano |
febbre acuta |
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26/5/1712 Taurasi
Fulmine
Antonio
Riscigno si trovava il 23 maggio al Bosco della Corte di Taurasi ,
quando “vedevo l’aere che scaricavano abbondantissime acque ,
grandani, lampi e tuoni a guisa di sparo di fuochi d’artificio, mi
genuflessi verso il suono di queste campane di questa chiesa Arcipr.di
San Ciriaco… acciò
benignamente accedere appresso
Dio che non mi avesse fatto affocare da quelle acque tempestose ed
impetuose” Al
colmo della tempesta il pover’uomo viene colpito da un fulmine che
“ mi scaldrò sopra il petto e proprio nella
menna dritta e
serpeggiò circorrendo da per tutta la panza, passando per sovra il
pettine e prendendo tutte le parti vergognose , abbruciandomi
camicia,gippone,calzoni e calzetti
e dalla gamba dritta uscì senza farmi danno alcuno, rimanendo
illeso e pure senza macula… Quindi dovevo restare
fatto in cenere in terra,caddi …tramortito in terra, ma subito
fui alzato e pigliato da terra da un prete
che subito sparì”. |
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Pagina in latino |
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| 7/8/1712 |
Gesualdo |
possessione |
| 8/8/1712 |
M.calvo |
Possessione |
| 9/8/1712 |
Vallata |
Voto mancato |
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25/9/1712
Potenza
Morso di vipera
Donato
Manetta di Potenza “che da una vipara serpe velenosa di tutte
l’altre, fu morsicato ad hora una della notte che s’era posto a
dormire dentro ad un pagiaio….dalla morsicaturà ebbe in uscita di
sangue dal petti sopra la menna manca,che attualmente se ci conosce la
ferita della mordura,rimanendosi i denti dentro la carne”
Il
vecchio chiede a San
Ciriaco di “ comandare questa serpe che non mi ammazzi
“ , si strappa il serpente dalle carni
e l’uccide.
“ Ridotto tutto gonfio e negrito per il veleno “
si sente male, ma si ricorda di avere una ampolla di olio della Lampada
di San Ciriaco. Se la spalma sulla ferita e guarisce immediatamente.
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| 7/10/1712 |
Ariano |
Guarigione di un cavallo
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| 1/11/1712 |
Acerno |
Guarigione dall’agonia |
| 8/8/1713 |
Mirabella |
Guarigione di un cavallo
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| 29/9/1713 |
Montefusco |
febbre maligna |
| 21/9/1713 |
Ariano |
Infermità |
| 25/9/1713 |
Vallata |
Guarigione da storpiatura |
| 15/9/1713 |
Acerno |
Guarigione dall’agonia e salvataggio di bestiame |
| 15/9/1713 |
Acerno |
Pestilenza bovina |
| 24/2/1714 |
S.Paolina |
Infermità |
| 31/3/1714 |
Torre le Nocelle |
febbre maligna |
| 7/41714 |
S Paolina |
Infermità |
| 14/4/1714 |
Molfetta |
infermità |
| 11/5/1714 |
Benevento |
infermità
(verginelle scapillate) |
| 12/5/1714 |
S.Giorgio
la Montagna |
salvataggio di bestiame |
| 13/5/1714 |
Acierno |
infermità |
| 16/5/1714
Benedizione del campanile
A di 16 maggio 1714 mercoledi giorno 7 dell’Ascenzione di N.S. si è benedetto il luogo
dello spazioso e nuovo campanile da me infrascritto Arciprete …e posto
nella Contrada detta ORMORA e proprio rimpetto al nuovo cimitero cioè
sovra alla strada all’angolo della Sagrestia, e Stanza di S. Eminenza
Orsini Arcivescovo di Benvenuto confinato da…colli beni di San Ciriaco,
da pede, seu avanzi (?) colla via pubblica, da un lato colli beni
dell’Università, via pubblica, e quelli di Pietro Di Iorio, Salvatore
Forgiane e Marco Bevilacqua legittimi Ammistratori e Mariti delle 3
figliole….” |
| 19/5/1714 |
Giffoni |
calcoli |
| 20/5/1714 |
Benevento |
infermità |
| 23/5/1714 |
Trevico |
infermità |
| 27/5/1714 |
Bovino |
Infermità |
| 2/6/1714 |
Bovino |
Infermita |
| 3/6/1714 |
Acierno |
Guarigione dall’agonia |
| 3/6/1714 |
? |
Agonia
SANTUARIO |
| 5/8/1714 |
Monfalcone |
13 ossesse |
| 15/8/1714 |
Ripa
Candida |
- Qui finisce |
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