I carri di grano: una tradizione che si perde nella notte dei
secoli.
Artigianato di pregio che si "annoda" ad una fede ed una devozione immensa.
Una volta i carri, addobbati con festoni,nastri colorati e covoni, portavano il
grano che veniva donato per devozione al santo. La
vendita del frumento avveniva per mezzo di una specie di asta
pubblica.
Una volta....
I
carri venivano trainati da pariglie di buoi bianchi. I bovari,
nell'istante in cui la statua del Santo
usciva dalla porta della Chiesa,
colpivano delicatamente con una verga gli stinchi
degli animali, riuscendo a farli inginocchiare. Questo era forse il momento
più toccante dell'intera festa .
I falò di San Ciriaco
Ogni
quindici marzo, da secoli, c'è l'usanza di accendere falò in
tutte le vie e le contrade del paese. I fuochi, che cadono a
ridosso dell'equinozio di primavera sono residui di culti pagani,
di culti solari, dove la fiamma rappresentava una forza
scaramantica, purificatrice e generatrice.
Il culto dei Torresi per San Ciriaco
è stata per secoli una forza emozionale incredibile, una "
Histerica
passio" per dirla alla Shakespeare ( Re Lear). Il santo era concepito come una
proprietà collettiva e come tale era fonte di orgoglio e protezione. Nei
momenti di rabbia e disperazione, assai frequenti tra i torresi, dato il loro
carattere lunare e malinconico, era anche considerato come un padre
poco attento alle necessità dei propri figli, se non, addirittura, come "daimon" dispettoso che
contribuiva a render loro la vita difficile. Guai però se a fare
queste osservazioni fosse stato un forestiero! Uno straniero poteva
al massimo beneficiare di un miracolo, di una guarigione, di una liberazione, ma mai avrebbe potuto ottenere il suo
amore, il quale era esclusivo appannaggio dei torresi. San Ciriaco
aveva bisogno dei torresi quanto questi del santo: una osmosi perfetta, una necessità reciproca li legava. San Ciriaco viveva in cielo ma avrebbe voluto vivere a Torre le Nocelle. Per questa ragione il culto di San Ciriaco per secoli
è stato intenso, emotivo, appassionato, quasi epico. E di epica sa la leggenda del furto della statua. Purtroppo tocca a noi l'infamia di essere
testimoni del suo declino. E tanto più grande sarà il nostro peccato, quanto più ci asterremo dal prendere posizione, dal gridare, dal tentare di impedire che ciò avvenga.
Più saremo muti o ci gireremo dall'altra parte per non vedere,
più contribuiremo alla Sua morte.

...Proteggici dal male e sopratutto dagli imbecilli.
San Ciriaco di Roma, patrono di Torre le Nocelle (AV)
si ricorda, con intensa devozione, il 16 Marzo (
data del suo Martirio) e l'8 Agosto ( data della sua
sepoltura).
-
Da
non confondere con gli omonimi
( ed altrettanto venerabili) santi
San Ciriaco di
Gerusalemme, patrono di Ancona,
festeggiato il 4 maggio dalla Chiesa cattolica e il 14
aprile dalla Chiesa ortodossa. San Ciriaco Abate, patrono di
Buonvicino (CS), festeggiato i giorni 17,18,19 settembre.
San Ciriaco, martire con i compagni Zoe, Espero e Teodulo,
ad Attalia, commemorati il 2 maggio e,inoltre, San Ciriaco
eremita in Palestina, commemorato il 29 novembre. Beato
Ciriaco Elia
Chavara, commemorato il 3 gennaio.
ll culto del nostro santo è antichissimo. " Le prime notizie ci vengono da Anastasio bibliotecario che tra le vite dei Pontefici romani così scrive di Onorio I (625/638) : “Costruì anche una Chiesa al Beato Ciriaco dal suolo, sulla via Ostiense, al 7° miglio, dove offrì anche un dono”.
Quindi nelle azioni di Leone III parimenti enumera i doni di Benedetto III, che questi Pontefici offrirono nella medesima Chiesa. Dalla via Ostiense al 7° miglio dalla città sicuramente concludiamo che questi (doni) spettano al nostro S. Ciriaco e agli odierni Martiri.
Paolo
Aringo, nel terzo libro di Roma sotterranea al cap. 5°
di quella Chiesa riferisce le seguenti cose: “Anche questa
Chiesa, dice, insieme con il cimitero, con rito solenne fu
dedicata a Dio in onore di quel Beatissimo Martire Ciriaco,
che insieme con Largo, Smaragdo ed altri venti sotto
Massimiano, avendo offerto il capo per la confessione della
fede, fu coronato con il martirio: e di questi si deve
raccogliere pertanto la memoria del martirologio Romano, e
viene celebrato con rinnovato inno di lodi; il giorno natale
diciassette giorni prima delle calende di aprile
(16 marzo) e la traslazione sei giorni prima delle idi di agosto
(8 agosto) ; quando il
Papa Marcello dalla via Salaria trasferì, i loro corpi nel
tempio della matrona Lucina, sulla via Ostiense, al 7°
miglio da Roma, come attestano gli atti degli stessi.
Per quanto in verità attiene al
cimitero di S. Ciriaco, che ricordano anche Cencio Camerario
e Pietro Manlio,e che da tempo immemorabile porta il nome di
questo Santo Martire, questo fu ricercato diligentemente da
Antonio Bosio, indefesso indagatore di sacre cripte, come il
lodato Aringo nel libro sopracitato, al cap.9°,
attesta con queste parole:
in verità in tutte queste cose, che già aveva investigato
con la mano e con gli occhi, Bosio per nulla riposandosi,
escogita di perlustrare di nuovo la stessa via Ostiense, per
investigare con maggiore curiosità l'antichissimo cimitero
del Beato Ciriaco, che aveva appreso stesse sulla medesima
via, alla settima pietra miliare da Roma.
Nel 1607, pertanto, dal parto della Vergine, nel mese di maggio, percorrendo il cammino con animo assiduo, alla fine pervenne ad un luogo, che, come seppe dagli abitanti dello stesso luogo, veniva chiamato bosco di S. Ciriaco. Questo al l' incirca era sito presso il Tevere,e nel lato sinistro d i questo bosco si innalza un piccolo monte o colle, ove , a metà del giogo, si vedono le vestigia della antichissima Chiesa di S. Ciriaco e nella sommità dello stesso colle si presentano per essere ammirate le rovine di edifici caduti e un tempo famosi: il luogo in verità ancora adesso mantiene il nome del Beato Ciriaco."
-
Why Torre?
Because
it is not a dream. Take a plane and come
home... to Torre.
Articoli e Gallerie Fotografiche
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Ciriaco nella chiesa di St. Leonard a Boston.
For English version
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