LA SEDE DELLA COERENZA

Gli antichi  spesso si ponevano il problema  di individuare quali  erano gli organi che sovrintendevano  alle emozioni o alle virtù. Non sempre si trovavano d'accordo: qualcuno poneva  il coraggio nel fegato, altri nei reni o nel cuore. Difficile conciliare chi pensava che la sede dell'anima si trovava nella testa,  con chi , come gli indiani, la poneva nell'ombelico. 
Io  ho scoperto dove sta la coerenza nell'uomo! La sede della coerenza è  nella pancia, anzi nella panza!. 
Non è il caso di raccontarvi  che cosa mi abbia illuminato.  
Molti compaesani si stanno troppo sbracando con chi merita meno del nulla. Ne stanno avendo in cambio  solo titoli onorifici ( ...tanti titoli), che  appagano  il loro narcisismo e soddisfano  i loro complessi. Titoli o non titoli,comunque,  qualcuno si sta servendo di loro.   Ed essi, con leggerezza tipica  di  chi pensa solo all'oggi, stanno concambiando la gestione della festa con la distruzione del culto del nostro Santo. Se vi fermate qualche volta di notte davanti alla Chiesa, nel silenzio assoluto,  potreste sentire concitati bisbiglìi. Sono le anime dei torresi antichi che  tra loro si domandano  increduli  " ....Ma che cazzo stanno facendo ?".

Ho trovato  questo proclama su un sito di una parrocchia . Lo trascrivo senza aggiungere alcuna nota, lasciando alle mute coscienze dei testimoni  torresi  solo l'onere di meditare.

SERAFINO SPROVIERI

Per grazia di Dio e della Sede Apostolica

Arcivescovo Metropolita di Benevento

 

Oggetto: DECRETO DI PROGRAMMAZIONE PASTORALE, A CONCLUSIONE DEL CONVEGNO DI SETTEMBRE:"Perché avete Paura, uomini di poca fede?".

Il Convegno Pastorale del settembre scorso è stata una grande assise di Chiesa, che Ci ha fatto finalmente contemplare una eccezionale coralità nella partecipazione e nell'interesse di tutti, dei Sacerdoti e delle Comunità Parrocchiali, dei Religiosi/e e di tantissirni laici preparati ed impegnati.

Ora, al termine di quella straordinaria manifestazione, accogliendo le diverse istanze dei "Gruppi di lavoro , rivisitate e riordinate dall'Ufficio Pastorale Diocesano, che hanno approfondito le riflessioni degli eminenti relatori: P. RANIERO CANTALAMESSA OFM CAPP., P. GABRIELE AMORTH SSP E PROF. SIMONE MORABITO, secondo quanto stabilisce il can. 1172, sentiti i Consigli Presbiterale ed Episcopale considerate attentamente le indicazioni normative della Conferenza Episcopale Italiana e VolendoCi preparare adeguatamente alla celebrazione dell Anno Diocesano 2002, dedicato al Mistero Eucaristico, autentico tesoro della Chiesa “Sacramentum pietatis, Signum unitatis, Vinculum caritatìs (Sant’Agostino);

con il presente Decreto, recante la firma del Cancelliere Arcivescovile ed il Nostro sigillo episcopale, in forza dell'autorità che Ci viene da Cristo stesso e dalla Santa Madre Chiesa, nonostante qualsiasi altra disposizione contraria,

STABILIAMO E DETERMINIAMO CHE:

1. OGNI PARROCO si faccia carico delle sofferenze di quanti a motivo della poca formazione cristiana e della diffusa ignoranza religiosa, vivono nella paura di “malefici”, vittime dell’ossessiva propaganda dell’«occulto», perseguita con i mezzi più potenti dell’informazione sociale: trovi da Buon Pastore il tempo per ascoltare le pecorelle malate e ne conforti la debolezza; e, proponendo la cura di una fede robusta e fiduciosa nel potere invincibile di Cristo Redentore, liberi le coscienze da eventuali dipendenze da maghi e fattucchiere, esortando tutti a vivere in grazia di Dio, mediante la frequenza dei Sacramenti, sotto lo sguardo del Signore, attraverso la ripresa della Preghiera, segnatamente del Santo Rosario.

2. In ogni FORANIA si faccia il punto della situazione locale, tenendo conto di essa nella programmazione pastorale della Zona, con interventi unitari e fermi, così da rinvigorire la fede cattolica senza correre alcun rischio di accrescere timori vaghi e superstiziosi, neppure con gesti spuri che errate tradizioni hanno accreditato nelle feste religiose ("licita" per mettere all'asta il trasporto in processione delle statue sacre, attaccare i denari alle immagini dei Santi, processioni per i vicoli e soste di benedizione dinanzi a singole case ecc.).

3. I flussi di pellegrini verso i luoghi collegati con tali pratiche (es.: Torre Le Nocelle) siano scoraggiati con ogni mezzo di persuasione e comunque orientati alla riconquista della certezza della sovrana liberazione operata da Gesù Cristo. Vi si proponga con forza la CATECHESI SISTEMATICA dei punti principali del Catechismo della Chiesa Cattolica. Vi si rispettino le indicazioni normative della CEI circa le "Messe di guarigione", limitando sia le testimonianze di sofferenze o di presunte migliorie durante la celebrazione della S. Messa, in particolare al momento della "preghiera dei fedeli", e usando per la Benedizione dei fedeli in modo esclusivo le Benedizioni finali del Messale Romano. Inoltre, quando il calendario liturgico lo consente, si privilegino le Preci Eucaristiche della Riconciliazione, che mettono in luce la potenza e la bontà misericordiosa del Signore.

4. Si reintegra nel contempo l'équipe degli Esorcisti diocesani,

RICONFERMANDO NELL’ INCARICO:

il P. ANTONIO Di MONDA OFM CONV. che sarà anche il Moderatore del gruppo

b)ed il P. ISAIA COLUMBRO OFM.

NOMINANDO

a) il P. LUIGI TOMMASELLI OFM, a sostegno di P. Isaia e con le stesse facoltà,

b) e il P. ROMANO SACCHETTI CPPS, in sostituzione del P. Corrado Amato , trasferito ad altra sede.

È conveniente che il gruppo degli esorcisti si incontri qualche volta insieme con l'Arcivescovo per condividere le loro esperienze e perfezionare il modo di assolvere al loro compito, ricordando che il Rito di Esorcismo, pur non essendo un fatto privato, RICHIEDE RISERVATEZZA e quindi si svolge di preferenza non in Chiesa, con l'aiuto di volontari ben formati, in giorni stabiliti e in orari ben determinati, senza intralciare le consuete celebrazioni della Comunità.

5. Non si dimentichi che la vigilanza deve essere esercitata soprattutto nei confronti dell'azione ordinaria del maligno, con cui egli continua a tentare gli uomini al male. La tentazione è il pericolo più grave e dannoso, in quanto satana cerca di impadronirsi di ciò che noi abbiamo di più prezioso, quando con atto libero si pecca mortalmente. I fenomeni diabolici straordinari della possessione, dell'ossessione e dell'infestazione, pur possibili, sono invece rari. Provocano gravi sofferenze, ma di per sé non hanno la gravità del peccato. Sarebbe quindi da stolti prestare attenzione all'eventuale presenza del diavolo in qualche fenomeno insolito, senza preoccuparsi della tentazione e del peccato in cui esso è sicuramente all'opera.

La pronta opera dei Sacerdoti bonificherà la Fede impaurita della nostra gente, certi che il Signore Gesù ha vinto satana ed ha definitivamente spezzato il dominio dello spirito maligno (cfr: Col 2,15; Ef 1, 21; Ap 12, 7-12;). Egli è "il più forte" che ha vinto "il forte" (Lc Il, 22), e con la potenza dello Spirito santo e santificatore, continua incessantemente la Sua opera vittoriosa.

Invocando la potente intercessione della Madonna delle Grazie, Nostra Madre e Regina, e dei Santi Patroni Bartolomeo Apostolo, Gennaro e Barbato Vescovi, assicuriamo a Tutti coloro che osserveranno queste disposizioni la Nostra più affettuosa e cordiale Benedizione. Amen! Alleluia!

Benevento, dal Palazzo Arcivescovile venerdì 9 novembre 2001, festa della Dedicazione della Basilica Lateranense, Anno Bartolomeano del Discepolato e X del Nostro Episcopato nella Santa Chiesa Beneventana.