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Quando
San Ciriaco partì per Boston
Perseguitato da un ignobile demone, la fame, che poche
volte l'avrebbe abbandonato nel corso della sua vita, il 18
Novembre del 1913 mio nonno, Florindo Cirignano, si imbarcò
a Napoli sul piroscafo Verona -destinazione Boston.
Con se, tuttavia, non portava solo la sua povera
valigia di cartone , ma anche qualcosa di tanto prezioso
per lui che avrebbe difeso a costo della sua stessa vita.
Sul bastimento non c’erano altri torresi e ciò era una
anomalia in quel tempo, perché, quando si partiva per
l’America, forse per farsi reciprocamente coraggio, forse
per non dover soffrire da soli il trauma del distacco, di
solito si andava in gruppo, badando anche di avere le cabine
una accanto all’altra.

Basta vedere un qualsiasi manifesto di imbarco di un
bastimento dell'epoca per notare questo particolare.
Come ho detto quel povero e onesto uomo di mio nonno, oltre
alle sue speranze ed alle illusioni, portava anche un
piccolo tesoro. Per lo meno tale lo consideravano i tanti
torresi che abitavano a Boston e dintorni: una copia in
gesso di San Ciriaco.
Probabilmente commissionata e pagata dagli emigranti
finalmente raggiungeva la chiesa di
St. Leonard, nel North End,
la Little Italy di Boston.
Una signora di New York, assai appassionata della storia di
Torre, avanza un’ altra ipotesi: la statua potrebbe essere
stata regalata della nostra comunità ai fratelli d’oltre
oceano, dato che costoro, nel 1913,si erano prodigati con
una raccolta di fondi per far costruire un acquedotto che
portasse l’acqua nel paese.
San Ciriaco per molti anni ha rappresentato un ponte tra
Torre e l’America, il trapianto di un pezzo del nostro paese
e delle sue tradizioni, un simbolo univoco sotto il quale
si riconoscevano tutti indistintamente.
S. Ciriaco a Boston forse è caduto nell’oblio tanto che non
molti sapevano dove fosse ubicata la statua. Tuttavia
alcune persone (Rotondi,Cefalo, De Santis, Rita Cirignano)
si sono mobilitate nella sua ricerca e l’hanno scovata
nella sagrestia della Chiesa di St. Leonard. 
In questo modo ho potuto verificare come ciò che in un
primo momento, dopo il racconto di Franco Scala, avevo
ritenuto una leggenda paesana era, invece, la pura verità.
Mio nonno sbarcò alla fine di novembre a Boston e fu ospite
di un paesano in una baracca, dove dormiva un’intera
squadra di poveri disgraziati, tutti emigrati
ed ugualmente disperati.
Dopo qualche giorno trovò dopo in una ditta edile che
aveva licenziato un operaio rissoso e ubriacone.
Per giorni e giorni lavorò a tre metri sotto terra scavando
come una talpa, con pala e piccone, le fognature di un nuovo
quartiere. Dormiva e mangiava nella baracca comune dove si
consumavano solo fagioli, fagioli ed ancora fagioli.
Una sera, verso la vigilia di Natale, nevicava forte e
faceva un freddo terribile. Passando davanti alla Chiesa di
St. Leonard a fine lavoro, mio nonno, stanco ed intirizzito
dal freddo, forse per riscaldarsi, forse per la nostalgia
del presepe (che a Torre realizzava con molta passione e
competenza), forse per la dolcezza dei cori che provenivano
dall’interno dell’edificio sacro, decise di entrare. Aveva
appena oltrepassato la soglia che un energumeno partì dal
centro della chiesa e , senza dire una sola parola, gli
diede un pugno su di un occhio che lo fece cadere lungo
disteso nella neve.

Mio nonno, esile come uno scricciolo, non poteva competere
con un omaccione di quella stazza. Perciò se ne tornò nella
sua baracca col suo occhio pesto.
Quando i compagni lo videro così mal ridotto, gli fecero
immediatamente posto a tavola, lo medicarono alla meglio e
chiesero insistentemente cosagli fosse successo.
Quando mio nonno raccontò la sua disavventura
immediatamente individuarono l’aggressore. L’energumeno
non era altri che l’operaio ubriacone che era stato
licenziato, che attribuiva a mio nonno la perdita del suo
lavoro.
L’indomani una squadra di torresi lo beccarono in un vicolo…
Lo lasciarono a terra , tante le “palate” che gli diedero.
Altri tempi, altri torresi, altri santi!
Mio nonno ritornò in Italia dopo tre mesi e rinunziò al
sogno americano. La statua, tuttavia, sta ancora là, da 95
anni. Mi dicono che è molto ben tenuta. Forse i fratelli
emigrati hanno capito che se a Torre continua questo
andazzo, saremo noi a dover andare a Boston per rendere
omaggio al nostro santo.
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