San Ciriaco 2005 a Torre le Nocelle

Piccolo diario e qualche riflessione di Florindo Cirignano.

 

Quest'anno non avevo voglia di scrivere della festa, ma dopo accorate e garbate proteste (specialmente da parte di alcuni emigranti) ho cambiato idea. Ne è uscita una cosa arronzata, ma sincera. Il prossimo anno farò meglio!

Per caricare il file musicale dovete pazientare qualche minuto.

 
6 Agosto

 

Non ho chiuso occhio per tutta la notte. Ho un mal di testa terribile. Forse ad una certa età   ti prende  l'ansia  che le cose cambino troppo in fretta e che non saranno più uguali a quelle sedimentate nei tuoi ricordi. Mi alzo alle cinque e, per calmare il dolore,  esco per una passeggiata, quando a malapena albeggia.

Prendo la macchina fotografica e mi avvio verso la Vianova. Lo so che se dovesse incrociarmi qualcuno, come minimo mi prenderà per un pazzo ( qui si usa “esaurito” che è political correct, mentre il preote usa il lemma “demente”, che fa più scikke), ma ci sono abituato,oramai.

Arrivato al Vidiceto  mi trovo di fronte da uno spettacolo da mozzare il fiato e che mai avevo avuto occasione di vedere prima di stamane: il sole che sorge da sopra le Sirene.

Passo per il paese. E’ deserto, silenzioso, ma come scosso da un impercettibile fremito. Sarà la voce delle campane che si leva  man mano che il sole illumina il campanaro?

 

Una solitaria poiana  s'innalza con un grido di buongiorno e comincia a sorvolare attentamente il Nantri.

 

 

 

 

7 Agosto


La giornata é fresca. Verso le dieci  sento per la prima volta il suono della banda che passa per le strade e provo una gioia mista a melanconia.
Ed ecco che come un fantasma, da dietro l'oleandro che sta davanti alla casa di Alberto a Vardia si profila San Donato, il terzo protettore di Torre. Povero vecchio santo, quasi dimenticato, sicuramente il prossimo ad essere rimpiazzato da un nuovo santo.

La statua mi passa davanti e mi sorprendo per un particolare mai notato prima:  una luna d'argento che gli pende da un braccio. Poi mi ricordo che San Donato è il protettore dei malati di mente, il santo che curail mal sacro, come veniva chiamata un tempo l'epilessia, colui che cura i lunatici (ora capisco anche perchè siamo così strani a Torre).

Verso le cinque del pomeriggio vado da Lorenzo  De Chiara a vedere  a che punto è il suo carro di grano. Gli stanno apportando gli ultimi ritocchi..

 A sera la temperatura scende di una decina di gradi.
Tira vento e fa freddo. La banda suona in una piazza quasi deserta

 

 

 

 

8 Agosto

Durante la notte è caduta la pioggia e la mattinata si presenta cupa e fredda. Forse la processione non si farà. Ci mancherebbe solo questo, per intossicare la festa ai torresi  Intanto alle cinque di mattina è partito da Taurasi un  pellegrinaggio magnifico, festoso,  pieno di ardore e colore.
Quando li vedo spuntare dalla strada delle Felette  mi viene un groppo alla gola e a fatica rieco a rimandare le lacrime indietro. Mi viene in mente mio padre: come sarebbe stato felice nel vedere questa scena, lui che amava tanto questa festa! Mi priverei di un braccio, lo giuro innanzi a Dio, se per una volta, una volta sola, per pochi minuti potesse ritornare indietro e, tenendomi una mano sulla spalla,  guardare insieme a me i carri di grano che avanzano tra gli alberi. Meglio rimpiangere un errore che hai fatto nel passato, piuttosto qualcosa che non hai voluto o potuto fare.

Vestiti prevalentemente  di rosso, qualcuno scalzo, i taurasini portano quello che nella cultura contadina erano considerati i tesori più preziosi : il grano e la fede.  I carri si posizionano nella piazza gremita e vociante. Parte la processione. Solo i portatori riescono ancora ad emozionarmi.

A sera il concerto della banda, l'illuminazione, gli emigrati  che rubano al tempo ogni momento possibile; la bella fanciulla  consegna i fiori al maestro, che in suo onore, fa intonare l'inno di Mameli ( non saremo mai grati abbastanza al Presidente della Repubblica Ciampi che ha ripristinato un pò di orgoglio nazionale).

Trovo mio figlio ad una bancarella di tiro a segno e mi fermo a giocare un poco con lui. Riesco a fare  un facile centro e mi danno un pupazzetto di stoffa. Egli mi osserva sorridendo ed io provo una grandissima tenerezza per la sua infantile e generosa ammirazione. In cuor mio gli auguro  che le   feste di San Ciriaco continuino per tantissimi anni a profumare di nocciole candite, torrone e  pannocchie di mais cotte alla brace.

 

9 Agosto

Del giorno nove meglio non parlare. Ne ho approfittato per vedere e fotografare i carri con più tranquillità. Poi sono andato sulla torrecella di Montemiletto a fare qualche panorama notturno di Torre.

 

 

    10Agosto

Il giono 10 fa di nuovo caldo. I carri di grano, che una volta erano tirati dai buoi, precedeno la processione di San Lorenzo che a sua volta precede San Ciriaco. Non posso far a meno di sorridere, allorchè mi viene in mente  che quando il 10 agosto del 1961 si incendiò la chiesa, più di un torrese sospettò che a provocare l'incendio fosse stato proprio il povero  San Lorenzo, il quale si sarebbe  stancato di essere il secondo santo di Torre.

La festa è finita, la musica tace, le persone si salutano. Al prossimo anno...si Dio vole.

 

Ma la festa a Torre non sarebbe tale senza lo sparo ed io, per questo anno, voglio dedicare una bomba  a Ciriachino re    Capitano   ( ma anche a Pipillo,Lucidiello, Ernani etc.)