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8 Agosto
Durante
la notte è caduta la pioggia e la mattinata si presenta cupa e fredda.
Forse la processione non si farà. Ci mancherebbe solo questo, per
intossicare la festa ai torresi Intanto alle cinque di mattina è
partito da Taurasi un pellegrinaggio magnifico, festoso, pieno di
ardore e colore.
Quando
li vedo spuntare dalla strada delle Felette mi viene un groppo
alla gola e a fatica rieco a rimandare le lacrime indietro. Mi viene in
mente mio padre: come sarebbe stato felice nel vedere questa scena, lui
che amava tanto questa festa! Mi priverei di un braccio, lo giuro
innanzi a Dio, se per una volta, una volta sola, per pochi minuti
potesse ritornare indietro e, tenendomi una mano sulla spalla,
guardare insieme a me i carri di grano che avanzano tra gli alberi.
Meglio rimpiangere un errore che hai fatto nel passato, piuttosto
qualcosa che non hai voluto o potuto fare.
 Vestiti
prevalentemente di rosso, qualcuno scalzo, i taurasini portano
quello che nella cultura contadina erano considerati i tesori più
preziosi : il grano e la fede. I carri si posizionano
nella piazza gremita e vociante. Parte la processione. Solo i portatori
riescono ancora ad emozionarmi.
  
A sera il concerto
della banda, l'illuminazione, gli emigrati che rubano al tempo
ogni momento possibile; la bella fanciulla consegna i fiori al
maestro, che in suo onore, fa intonare l'inno di Mameli ( non saremo mai
grati abbastanza al Presidente della Repubblica Ciampi che ha
ripristinato un pò di orgoglio nazionale).
 
Trovo mio figlio ad
una bancarella di tiro a segno e mi fermo a giocare un poco con lui.
Riesco a fare un facile centro e mi danno un pupazzetto di stoffa.
Egli mi osserva sorridendo ed io provo una
grandissima
tenerezza per la sua infantile e generosa ammirazione. In cuor mio gli
auguro che le feste di San Ciriaco continuino per
tantissimi anni a
profumare di nocciole candite, torrone e pannocchie di mais cotte
alla brace. |