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L' Oratorio risalente al XV o XVI secolo meritava una considerazione
maggiore da parte dei torresi. Fu probabilmente edificato come
ricovero per pellegrini e viandanti. Per questa ragione fu
anche chiamato
Ospitale, nome che si estese all'intera via. E ospedale ( nel senso
moderno della parola) lo fu per davvero, a seguito dei
terremoti del 1688 e
1692 che distrussero completamente il paese.
La cappella è situata
al centro dell'edificio. E' ad una sola navata con volta a botte,
con un'abside frontale forse del XVIII sec. L'altare è in marmo e
stucco ed ha al centro una tela raffigurante la Madonna col
Bambino, circondata dai Santi Ciriaco, Domenico, Teresa e Rita. Il
quadro fu dipinto nel 1883 dal pittore Alfonso Avallone.
Sugli affreschi della
volta, invece, oltre alla traslazione della Madonna, sono
raffigurati i quattro Evangelisti insieme a santi e papi.
Nelle mura laterali ci sono le sepolture di alcuni
ecclesiastici.
Nel cortile interno,
vi sono due colonne con capitello di epoca romana, probabilmente
sottratte da un tempio pagano della zona.
Dopo il XVIII sec. fu
successivamente utilizzato come sede delle Confraternite, di
convento, dell'Azione Cattolica e dell' asilo infantile. Era il perno intorno al quale
ruotavano una serie di iniziative sociali, culturali e cultuali. Era
luogo di rappresentazioni di drammi sacri, scuola di cucito
per fanciulle che volevano realizzare il proprio corredo nuziale, sede ( molto
appropriata) di scuola di catechismo.
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Gli abitanti di Torer non sono stati
sempre aptici ed indifferenti nei riguardi del loro patrimonio
artistico. Anzi non erano rari i casi di mecenatismo. Nell' Anno Santo
1900,per esempio, il dott. Tommaso Fina, farmacista del paese e prozio di Mario
Fina, fece, restaurare a sue spese questo bellissimo altare del XVII secolo nell'Oratorio di Santa Maria.
Come spesso abbiamo scritto, il luogo di culto era uno dei
pochissimi edifici sfuggiti alla furia del terremoto del 1688.
La struttura era sede delle tre Confraternite ( nel 1900 erano ridotte
a due) ed il dott. Fina era Priore onorario della Confraternita
di San Ciriaco.
E chi chiamò per restaurare i pregiati marmi dell'altare? Il più
grande di tutti, colui che avrebbe abbellito in
forme splendide tanti
edifici del Nord America: Eduardo Ardolino.
Andate a vedere
cosa è diventata ora quella chiesetta ...e, se vi è
rimasto un briciolo di orgoglio, indignatevi! E' il minimo che
possiate fare, per rispetto dei vostri ( e nostri) padri che
ce l'avevano
affidata. Ma c'è di più ! Finalmente abbiamo
anche capito cosa significhi "rivitalizzare il Centro Storico". A 2O
metri dalla Chiesa di San Ciriaco degli ultimi anni del XVII sec. e
a 30 metri circa dall'Oratorio ( di molto anteriore), proprio in
mezzo, appoggiata ad una colonna romana, cosa ci hanno costruito?
U n
pissetoir pour gentilhommes, un cacatoio post-moderno, un
cesso, una latrina, che esalterà per sempre, con la propria
struttura, il cuore del nostro centro storico. Forse vi apporranno
anche una
targa, che tramandi orgogliosamente ai posteri il
nome di colui che tanto ha voluto quell'opera e quello dello zelante politico che
ha esaudito il suo capriccio.
Era il caso di farlo proprio lì? Non c'era un altro posto
nel circondario dove persino i vecchi con assilli prostatici potessero sversare le
proprie urgenze?
E allora mi chiedo : " Forse non è vero che tutte le stronzate
urbanistiche, che stanno deturpando Torre in questi ultimi anni,
sono funzionali solo al "piccolo picciuso"? Lui ordina e
i politici
obbediscono.
Possibile mai che, accecati tanta superbia e cupidigia,
non si siano mai sentiti in dovere di parlare con qualche serio
architetto, qualche storico, un urbanista, qualcuno insomma, che
abbia un po' di senso estetico e li facesse riflettere sulla portata
dei danni irreversibili che stanno arrecando al nostro paese?
E allora, in maniera chiara, non equivoca, con tutta
l'amarezza del mio cuore, ma con la fierezza di chi è consapevole di
combattere una battaglia per la propria gente e per la propria
cultura, pur povera che sia, vi dico: "Ma andate a fare in culo ...
barbari!".
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