Nicola Rosso  (Il Poeta Sirio)

 

 

Torre le Nocelle


Sonnolento, antico Borgo,
da una vita ormai ti conosco
e ti amo! A volte,lo riconosco
sei stato per me meta ambita;

A volte invece no. Così è la vita!

Strisciano su muri screpolati
squarci di memorie antiche:
Tempi di fate e di miseria,
di briganti e poveri emigrati.

Le percepivo,quando v’ho abitato!

E le sere, nell’ora dei tramonti,
un qualche cosa mi strizzava il cuore;
Un’oppressione scaturiva da quei monti,
che parevan volermi sopraffare.

Tanto che infine me ne sono andato.

Voi, voi che nel paese ci siete nati,
voi magari vi ci sentite bene.
E anche se lontani siete stati,
tornarci sempre, e ancora, a voi conviene.

Le vostre anime non l’hanno mai lasciato.

Ma io, anche se ora ci ritorno spesso,
ora lo faccio con anima leggera:
Perché ora so che se ci vengo,adesso,
in città, a casa mia, torno la sera!

Con ciò, spero che non me ne vogliate!

 

 

Lirica

 Legata alla tela d’un ragno
volteggio,veleggio,galleggio;
la tela ha i colori d’un sogno
vissuto un’estate in campeggio

insieme a degli esseri strani
da noi totalmente diversi
che noi chiamavamo GLI UMANI.
Da mille profumi sommersi,

da mille colori tentati,
volavo con te sopra l’onde,
su l’erba odorosa dei prati:
Amore ad amore risponde!

D’un tratto,un crudele destino:
la mano dell’uomo colpì;
per sempre fermò il suo cammino,
e ‘l sommo mio bene morì.

Stroncata da tanto cordoglio,
aspetto soltanto l’oblio;
potrei liberarmi, NON VOGLIO!
E invoco la pace d’un Dio.
 

 

 

 

San Ciriaco

 

San Ciriaco glorioso
protettore sei di Torre
l’otto Agosto a te si accorre,
sii col popolo generoso.

Dacci la tua benedizione
nella buona o ria sorte.
dalla nascita alla morte
a te la nostra devozione.

Sii la luce della fede,
la speranza del futuro
quando il cielo si fa scuro;
Questo il popolo ti chiede!

E nell’ora della morte,
a quest’anima che muore,
se ti ha dato un po’ d’amore,
tu del ciel apri le porte.
 

 Iside  svelata

Sento il bisogno di quel luogo  ameno   
la cui unica essenza muove il mondo,
che se solo ci penso vengo meno,
e stà all’opposto del duplice  fondo.
 
E’ posto al vertice di due  colonne,
in un boschetto umido ed ombroso,
un antro oscuro, protetto dalle donne,
divinità che nominar non oso.
 
E quando s’apre al tiepido calore,
e la calda rugiada vi si posa,
da lo strumento di una bella  sposa,
trae un concerto che intenerisce il cuore.
 
In fondo è una complice promessa
per ogni uomo che da lì è passato,
eccetto uno, il dì stesso ch’è nato,
e sempre anela di rientrare in essa.

 

 Elegìa

Per quante morti ho pianto
lacrime nascoste
che nessuno mai vedrà!
Pezzi di cuore strappati
da un cuore ormai fatto a pezzi.

Voi, voi che con me avete pianto
le vite che ci hanno lasciato,
per voi io qui stò scrivendo:

Io non piangerò per me stesso,
per me neanche voi piangerete!
Non voglio lasciarvi il dolore,
di me non sia amaro il ricordo;

Ho provato a donare l’amore,
il male,se posso, lo scordo….
Non amo serbare rancore
per chi ogni giorno mi uccide.

E quando sarà giunta la mia ora,
tenete conto della mia volontà:
Donate tutto ciò che servirà
perché per me qualcuno viva ancora.