IL SOGNO DEL BUON TORRESE

 

E’ stato solo un sogno e come tale vorrei che lo si considerasse, senza   ammiccamenti a situazioni reali o a tensioni che  stiamo vivendo oggi.   E’ pur vero che qualsiasi sogno  riflette  ansie o aspirazioni,  che si annidano nell’inconscio ( e   questo, oramai, è patrimonio acquisito dalla psicoanalisi). Tuttavia ci tengo  a ribadire  che solo di un “onesto”  sogno si tratta, senza simbologie più o meno velate,  per cui non vi affannate a  cercarci  persone o situazioni reali. Una  volta tanto potete ringurgitare il veleno. 
Devo però confessarvi che  io ai sogni credo....

 

……. Zù!…..(piccola pausa)
andrà
sikkubà
alle belle ficucelle….(piccola pausa)
trà !

 

Tutto  comincia con questa filastrocca. E' una conta di bambini senza alcun significato a meno che, come il girotondo,  non sottintenda qualcosa di più profondo, che non è dato di sapere. Questa cantilena, che mi frulla in continuazione per la testa, fa sì che il sogno mi resti impresso lucido e dettagliato.
  Passeggio  per la  Vianova in una giornata di primavera. La stagione la intuisco sia dal sole tiepido, ma principalmente dai narcisi selvatici che da quando mondo è mondo (ma forse  dovrei dire da quando Torre è Torre), nascono  nel campo di Francisco re Spavetta.

 Appena dopo la curva di Marcantonio sento una musica provenire da poco lontano . 
 " Staranno facendo le prove per la sagra della pizza chiena" - pensai e mi avviai verso quella direzione. 

Dopo un centinaio di metri, mi trovai, con grandissimo stupore, in una frazione che praticamente occupava l'area dell'attuale campo sportivo.  Dire cosa provai  è veramente cosa difficile e non credo di avere una prosa ed una fantasia tale da  poterne dare una attendibile descrizione.  Le case erano di un grigio-azzurrino, molto curate e poste attorno ad  una  graziosa piazza. Tutte le terrazze grondavano di gerani e fucsie in fiore. Da balconi  e da porte aperte venivano le note di una canzone di tanti anni fa: radio e  donne che trafficavano con i lavori domestici la cantavano all'unisono . Le strade ( come la piazza) ,con piccoli muretti a secco che le fiancheggiavano, erano in terra battuta, ma tenute in maniera impeccabile . Alcuni bambini avevano deciso di far volare un aquilone e stavano cantilenando una  conta per stabilire chi dovesse tenere la cordicella. 

Zù!
andrà
sikkubà
alle belle ficucelle…
trà !

Che vorranno mai dire queste parole misteriose? Quali ricordi hanno smosso nella parte più melmosa della mia memoria?  Una decina di uomini stavano montando dei tavoli con delle assi, come se si fanno alle sagre. Tutto sembrava indicare festa , concordia e serenità.
Chiedo se ci sia una casa da affittare. Una ragazza mi fa visitare un appartamentino  che ha una loggia a piano terra. Mi ci affaccio e vedo Torre nella luce ambrata del tramonto   e sento il suono delle sue campane! E' tutto tanto bello che mi prende una grande malinconia e un desiderio di condividere tanta bellezza con le persone che amo.
 "Vado a chiamare la mia famiglia" - dico ai presenti e mi avvio rapido verso il paese. Arrivato al casino  mi fermo un istante:  due mimose in fiore incorniciavano il paesaggio.

 

 

 Mi persi qualche istante nella contemplazione quando,ad un tratto, udii una vocetta dispettosa. UN cane mi disse

Era un cane nero a tre zampe e  mi  chiedeva dove stessi andando . 
 " Vado a Torre a prendere i miei bambini" gli risposi, come se un cane parlante come Melampo in Pinocchio, fosse una cosa naturale .
" E' inutile andare" -mi rispose-  "aTorre non c'è più nessuno".

 

 

 

Mi voltai stupefatto. Gli angeli non volteggiavano più sul mio paese.  Solo un falcone, alla ricerca di un 'improbabile preda, mestamente roteava su poche case morte.


 La gola mi si chiuse ed ebbi una gran desiderio di piangere.