Confessioni del buon torrese.
- La volta che incontrai l’angelo-
di Florindo Cirignano
Capita anche a voi di ricordare, della vita, più le cose brutte che le belle?
Non è forse vero che torti subiti, figuracce,umiliazioni e dolori prendono il sopravvento sui ricordi più belli, quali che sembrano scomparire in dense brume per affogare,poi, nel mare del rancore. E’ come avere avanti a sé due sentieri: uno ben lastricato, di pietra rosa, assolato, che si snoda attraverso un panorama incantevole; l’altro sconnesso, cupo, invaso da rovi ,che, tra nerastre pozzanghere, punta verso un orizzonte cupo e minaccioso.
Noi, di solito, percorriamo sempre il secondo. Perciò, forse, abbiamo bisogno di foto, diari e filmini per ricordare le cose belle: perché sono quelle che più facilmente si scordano.
Eppure giorni straordinari ci sono stati! Possibile che amori giovanili, amicizie eccezionali ed incontri al di fuori del comune siano tutti seppelliti? Un bel ricordo dovrebbe essere chiuso in una fiala di cristallo, in una boccia di quelle in cui si mettono i santini con la neve, in modo che, di tanto in tanto, dopo averla ben bene agitata, si potesse rivederlo tra i fiocchi . Io, prima che la prua della mia mente, spinta dal vento della vecchiaia, si diriga verso l’isola dove tutto si dimentica voglio ricordare, assolutamente ricordare, quei frammenti di sogno che sono quanto di straordinario è avvenuto nella mia vita. Ecco perché voglio raccontarvi della volta in cui, nel 1975,durante una edizione del " Laceno d'oro", ho incontrato, in un colpo solo, tre persone veramente eccezionali .
Era un vecchietto minuto e fragile, di nome Leonide Moguy:
“Leonida l’Utopico”.
Maestro
del cinema francese,da quattordici anni che non dirigeva più un
film, perché si era dedicato anima e corpo alla sua “allucinazione utopica”.
Partecipava ed animava un’ associazione, Les Citoyens du Monde, e pensava che
l’umanesimo e non la scienza fosse in grado di risolvere i sommi problemi del
mondo.
Molto carismatico fu capace di tenere buoni quattrocento ragazzi delle scuole medie in un cinema, parlando di pace in uno stentato italiano. Che spettacolo ! I giovani non solo non rumoreggiavano, ma addirittura ascoltavano questo esile vecchietto con la massima attenzione. Una bambina ne fu tanto colpita che, piangendo a dirotto, volle abbracciarlo.
![]() |
![]() |
Pranzando assieme mi affascino con la sua semplicità:parlando di dive che aveva diretto ( tante) si passò a come si cucinava la “pizza e minestra” a casa mia ( amava moltissimo la verdura). Nella sua carriera aveva i seguenti films
Gli uomini vogliono vivere, (1961) - Donnez-moi ma chance (1957) - Lungo i marciapiedi(1956) Les Enfants de l'amour, (1953) Domani è un altro giorno (1951) Domani è troppo tardi (1950) (Tomorrow Is Too Late )(USA) - Bethsabée (1947) Action in Arabia (1944) Empreinte du Dieu, L' (1940) Le Déserteur, (1939) -Conflit (1939) Prison sans barreaux (1938) - Le Mioche, (1936)
E’
stata la persona intellettualmente più pura che abbia mai incontrata.Si meravigliò tantissimo che io citassi gli Harappa o la civiltà di Monejo Daro.
Parlammo tantissimo dell’India, terra per me ricca di fascino ed esotismo. Ciò lo divertiva molto . Presentò un film, Chorus, molto difficile ma che ebbe delle ovazioni incredibili. Avevo organizzato una claque impressionante! Ora credo sia una specie di monumento nazionale indiano, come Fellini in italia.
Questi sono i suoi films
Amar Bhuban This, My Land 2002
Antareen The Confined 1993
Mahaprithibi World Within, World Without 1991
Ek Din Achanak Suddenly, One Day 1989
Genesis Genesis 1986
Khandahar The Ruins 1983
Kharij The Case is Closed 1982
Chalchitra The Kaleidoscope 1981
Akaler Shandhaney In Search of Famine 1980
Ek Din Pratidin And Quite Rolls the Dawn 1979
Parashuram
The Man with the Axe 1978

Oka Oori Katha The Outsiders 1977
Mrigaya The Royal Hunt 1976
Chorus Chorus 1974
Padatik The Guerilla Fighter 1973
Calcutta 71 Calcutta 71 1972
Ek Adhuri Kahani An Unfinished Story 1971
Interview Interview 1970
Bhuvan Shome Mr. Shome 1969
Matira Manisha Two Brothers 1966
Akash Kusum Up in the Clouds 1965
Protinidhi
The Representative 1964 
Abasheshe And at Last 1963
Punascha Over Again 1961
Baishey Sravana Wedding Day 1960
Neel Akasher Niche Under the Blue Sky 1958
Raat Bhore The Dawn 1955
La terza era un attrice cecoslovacca: Magda Vasaryova,
Magda l’Angelo
Dato che di solito sono
impulsivo e poco razionale, per mia fortuna, quella volta seppi capire
immediatamente la distanza abissale che ci separava, per cui, stabilito che ”
l’uva era molto acerba”, fui in
grado
di non scottarmi fino all’osso. Credetemi! Occorreva più di un salvagente per
non affogare in quei grandissimi e meravigliosi occhi del colore dell’acqua
marina degli atolli tropicali.
E’ stata sicuramente la
donna più bella che abbia mai incontrato.
Conosceva cinque o sei lingue, ma non l’italiano, perciò passammo molte ore a discutere in francese, idioma che allora parlavo abbastanza bene. Chiacchieravamo principalmente, ma non esclusivamente di cinema . Era di Bratislava in Cecoslovacchia ( allora si chiamava cosi prima che quella nazione si scindesse in due stati autonomi)
Quando le confessai che della cinematografia ceca conoscevo solo Jiri Trimka, regista di cartoons d’autore, ma che avevo sentito parlare del loro capolavoro assoluto, un grandioso film epico dal titolo “ Marketa Lazarova”, che però non avevo mai visto, scoppiò a ridere. Con gran candore affermò che lei aveva interpretato Marketa Lazarova, la protagonista principale di quel film.
Le tradussi una brochure
del suo nuovo film “ Addio alle Rondini ”( And Give My Love to the Swallows).
Un anno più tardi avrei visto anche il “Principe
Bajaja”.
Una sera l’accompagnai dal Jolly Hotel al Cinema Partenio. Camminammo per due km. per il corso principale di Avellino. Lei mi dava il braccio ed io ero orgogliosissimo di farmi vedere con quella bellissima creatura bionda. Gia assaporava la meraviglia e l'invidia dei miei amici. Bene! … Anzi Male! Durante tutto il tragitto( andata e ritorno) non incontrai una sola persona che mi conoscesse, tra le centinaia che affollavano Corso Vittorio Emanuele. Eppure tutte le volte che passeggiavo con qualche racchia, mi capitava sempre di incrociare qualche conoscente , il quale, dopo aver gettato uno sguardo sul rospo che mi camminava accanto, mi sorrideva divertito con malcelata commiserazione.
Quando, quella sera, dopo
la proiezione di due films, ritornammo al Jolly Hotel, al momento di salutarci,
mi diede tre innocenti baci
sulla guancia.
Un
luogo comune vuole che le donne bellissime siano delle oche.
Magda sicuramente non lo era,
Difatti è stata ambasciatrice a Vienna , Ministro della Cultura con Pavel, candidata alla Presidenza della Repubblica Ceca (fu terza alle votazioni).
Quella sera, in una volta sola, ho ricevuto i baci di un’ambasciatrice, di un ministro, di un presidente mancato ….e, soprattutto, di un angelo. Che cosa non darei, adesso, nonostante siano passati 31 anni per ricambiarle quei tre baci e dirle..."Grazie signora....grazie per.... Oddio non riesco più a trovare le parole!....grazie, grazie per per tutto".