Per questo articolo, scritto nel marzo del 1994, per poco non ho rischiato il rogo per “blasfemia”. Per fortuna non siamo ai tempi di Torquemada !. Se a voi sembra blasfemo, irriguardoso o privo del necessario amore per l’Intervistato o per Torre, fatemelo sapere. Alla base della condanna, però, vi assicuro, c’è solamente il fatto che sono tra i pochi che non ha mai voluto baciare il culo del mio giudice …e questo il suo smisurato ed insaziabile narcisismo non può assolutamente tollerarlo. In fondo è solamente “no criaturo picciuso”.
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Tra
sogno e realtà: quattro domande al personaggio più importante del nostro
paese L’INTERVISTA -Innanzi tutti mi dica come
debbo chiamarla: Sa non sono molto pratico di certe cose
ed è molto difficile intervistare una persona come Lei. -Puoi
darmi tranquillamente del tu. Puoi
darlo persino a Dio ed alla Madonna. Ricordi
“ Dacci oggi il nostro pane” oppure “ Tu sei la benedetta”.
Puoi darmi il nome con cui mi hai sempre chiamato. -Ritieni
blasfema questa intervista? -
Sei tu che scrivi! Questa è la tua idea del sacro. Dipende da quello che
hai in cuore e da quello che ti proponi di ottenere con questa intervista:
dal fine che vuoi perseguire. Tante volte la bestemmia più dura e volgare
non mi offende perché trascende la volontà di chi impreca; Talvolta,
invece, mi sento insultato da una preghiera falsa o dallo zelo non
sincero. Ognuno sa, in cuor suo, se opera bene o male. -
Io vorrei sapere se vivi ancora in questo paese o se lo hai abbandonato ? -
Un
morto o un dio vivono fino a quando ne sopravvive il ricordo ed il culto.
Come culto non intendo una vuota celebrazione. Quando quest'ultima prende
il sopravvento si ha solo folklore. E' un concetto non semplice da
spiegare. La celebrazione é il contenitore: la partecipazione, la
tensione emotiva e la fede sono la sostanza. Anche carnevale una volta era
un dio: vedi cos 'é - divenuto col passar del tempo. La celebrazione
appaga le necessità degli uomini. Tornando alla tua domanda... sono
ancora qua, ma incomincio a sentirmi molto solo ed a disagio. Ma tu, da
cosa hai dedotto questo mio malessere ? - Dal fatto che i bambini
non parlano più di te! Scommetto che ci sono ragazzi che ignorano perfino
la leggenda del tuo furto. Quante volte l'ho udita da mio nonno!Questa
storia non mi stancava mai. Quante volte, prima di addormentarmi ho
fantasticato di correre in tuo aiuto, insieme a tutto il popolo, al
rintocco delle campane che, misteriosamente, suonavano da sole. -
Grazie! Ti voglio svelare un segreto ! Lo sai dove adesso io mi sento
veramente a mio agio ? A Boston ! Finché vivranno ancora quei pochi
vecchi che sono rimasti... II
loro ricordo è talmente vivido, le radici talmente salde,
la nostalgia talmente dolorosa. che letteralmente mi strappano da
qui. Un'ultima
domanda: Com'è lassù da te ? -
Immagina una Torre bellissima, intatta, non sfregiata da uomini imbecilli
e dagli insulti del tempo :
Immaginala nel mese di maggio, quando
fiorisce il trifoglio quando
profuma di rose, quando é piena del canto dei rondoni, quando l'usignolo
della valle riempie
il cuore
di melanconica felicità. Immaginala con i contadini che cantano di
notte sulle aie o nei campi; immaginala con gli artigiani che intagliano
la pietra ed il legno e che battono il ferro; immaginala con i
sarti che cuciono davanti alle botteghe e con vecchi e candidi
barbieri che recitano poesie e scrivono con splendida grafia.
Immaginata con tuo padre che ti porta a cavalluccio,con tua madre che ti
carezza i capelli,con tuo nonno che ti insegna a riconoscere le stelle e
con Palazzuolo che ti narra le sue avventure. Immaginala piena di sole,
con le
campane che
suonano sempre a festa, con i bambini che si rincorrono per le strade, con
una vecchissima Peppina di Rècena che fila la lana, con le
Casaline piene di mille rumori di donne indaffarate. Immagina le persone sedute sotto il
campanile ad ascoltare una chitarra
ed una fisarmonica;
immagina tutto il paese che assiste attento e partecipe a
drammi sacri o d'amore, recitati
in piazza
su un palcoscenico di fortuna ; immagina di sentire il suono del
grammofono che di domenica chiama al cinema; immagina monache operose e
gioviali che raccolgono "vitacchie" lungo le siepi della Vianova;
immagina le ragazze che tornano ridendo dalla Fontana della Terra, dove
hanno lavato i panni. Immagina un paese dove Domenico ha ritrovato i suoi
cani e don Peppo i suoi gatti, dove il suicida ha trovato la sua pace, la
puttana il suo onore, il povero la sua dignità. Immaginalo piena di
alberi di frutta e con nessuno che si arrabbia sei i ragazzi la
rubano.Immaginalo piena di campi di fragole, immaginalo
in notti luminose e tiepide, quando i giovani possono sognare sotto
le stelle l'amore
che verrá.
Immaginalo abitata da tutte le persone
laboriose, gentili, altruiste e sincere che qui
hai conosciuto nel corso della tua via e da quelle che sono vissute
e prima di te... questo é il Paradiso, niente di più.
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With love ...Florindo