NICOLA
DE DOMINICIS
(1845-1928)
Sto provando la stessa sensazione che può sperimentare un archeologo quando, ginocchioni, scopre con la sua spazzola, tessera dopo tessera, lentamente e pazientemente, un mosaico tanto antico quanto prezioso.
Ieri un colpo di spazzola di uno studioso, un piccone di un contadino greco, una zappa di un fellah egiziano, ha portato felicemente alla luce un brandello di storia di Torre le Nocelle, completamente sommerso sotto una spessa coltre di indifferenza.
Ieri è stata dissepolta la storia del Prof. Nicola De Dominicis; ieri abbiamo finalmente saputo perché una strada di Torre le Nocelle gli fu intitolata.
Era
da tanto tempo che cercavo di sapere qualcosa su di lui, ma inutilmente,
nonostante la sua casa natale sia ancora in piedi, benché nel cimitero di
Torre ci sia la sua cappella gentilizia e malgrado io abbia giocato da bambino
con i suoi pronipoti.
In verità qualcosa avevo sentito, ma forse a causa di un mio amico che tende a minimizzare se non a negare, per partito preso, tutto ciò che di straordinario è potuto accadere a Torre le Nocelle, avevo relegato la notizia fra le leggende metropolitane torresi.
Si diceva...(già si diceva) che il Prof. Nicola De Dominicis fosse stato uno dei medici di re Umberto I , che fosse stato un precursore nello studio dell'insulina, che un grandissimo luminare della medicina. Purtroppo la storia non si scrive con i "si diceva".
L'idea, tuttavia, che a Torre le Nocelle esistesse una strada che porta il suo nome e che nessuno sapesse il perchè, veramente mi turbava. Pensavo ( e tuttora penso) che l'indifferenza e l'ignoranza per la propria storia sia un indiscutibile segno di barbarie.
Per fortuna il Prof. Virgilio Iandiorio, attuale preside del Liceo Statale di Pietradefusi (dove abbiamo entrambi conseguito il diploma tanti - purtroppo - anni fa ), ha scritto questo piccolo bellissimo saggio per il "Corriere dell'Irpinia" del 13 Nov.2005.
Grazie a lui il Prof. De Dominicis può essere ricordato oltre che nei testi di medicina anche a Torre le Nocelle, dove è nato …ed io oggi mi sento un pò meno "barbaro" di ieri.

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