Generale Giovanni Rotondi
Biografia
Nato in Torre le Nocelle il 24 aprile 1863 da
Federico - che, unico superstite alla strage che della suo
famiglia compì la plebaglia borbonica nella feroce reazione del
1860, aveva offerto ancora il suo braccio e i suoi averi alla
Causa Italiana - Giovanni Rotondi volle abbracciare la carriera
delle armi. Nominato Sottotenente nel 1881, Promosso Maggiore a
scelta, dopo aver frequentato la Scuola di Guerra, nel 1900,
partecipò da Colonnello, al comando del 40' Regg. Fanteria, alla
campagna per la conquista della Libia. scoppiata la Grande
Guerra, ebbe il comando del 129° Regg. Fanteria. Ferito
nell'azione delli 5-7 luglio 1915 sul Podgora e a Lucinico, fu
decorato di medaglia d'argento al v. m. con la seguente
motivazione: Dava prova di perizia, di calma e di coraggio nel
condurre al fuoco il suo reggimento, e affrontava nei momenti
più difficili dell' azione seri pericoli per infondere vigore e
slancio alle sue truppe. Ferito, non abbandonava il combattimento né lasciava il comando, dando efficace esempio ai suoi
dipendenti ". Maggiore Generale, comandò la brigata "
Benevento " Nel 1° gennaio 1923 venne promosso Generale dì
Divisione, Ritiratosi in Avellino, continuò gli studi storici
sempre prediletti, particolarmente dedicandosi alle indagini
sulla storia della sua città. Membro della Società Storica
Irpina, di cui fu uno dei più autorevoli fondatori, scrisse per
la rivista - Irpinia " articoli sul nome, sullo stemma, sul
Castello di Avellino, che, al pari di altri pregevoli lavori
ancora inediti - fra i quali merito particolare menzione uno
studio sulle antichissime origini e sulle vicende del Tempio di
Montevergine - rivelano la profondità della sua cultura e la
genialità del suo intuito nella interpretazione dei fatti
storici. La pubblicazione dello studio sul CASTELLO viene ora
offerta in forma integrale, in occasione del secondo anniversari
. o della suo morte. Fu Ispettore Onorario alle opere
d'antichità e d'arte per il Comune di Atripalda. L'Università
Popolare lo ebbe conferenziere erudito e attraente, e vice
presidente il Comitato Irpino della " Dante Alighieri
". Fu anche amministratore sagace, attivo e intelligente del
Comune di Avellino. Ma alle qualità di soldato, di studioso, di
amministratore altre ne aggiunse che lo resero particolarmente
rispettato e caro: la signorilità del tratto, la tempra
adamantina del carattere, la profonda bontà dell'animo, la fede
nei destini della Patria, sempre sorretta del più puro
patriottismo.
Avellino, 18 agosto 1937 - XV
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