che Torre le Nocelle ringrazia

Pasquale Rotondi

 

Pasquale Rotondi, medico, eminente uomo di scienze e patriota fu anche Capitano della Milizia di Torre le Nocelle. Per essersi avvicinato alle idee carbonare fu esiliato nel 1824 a Smirne in Turchia, insieme a suo cognato l'architetto Gaetano Ricciardelli ed ad un suo sedicente domestico Luigi Caprariello, Gran Maestro della Vendita Carbonara di Nusco. Cercarono invano rifugio presso lo stato pontificio prima e Malta poi, ma furono respinti come indesiderati. Finalmente approdarono a Corfù, in Grecia, dove preferirono fermarsi per esser più vicini all'Italia.

Qui fece conoscenza con Santorre di Santarosa, con cui ebbe  poi rapporti epistolari.

Dopo poco tempo il patrimonio dei profughi andò assottigliandosi, non potendo essi trovare un lavoro e furono sostenuti dal solo Pasquale Rotondi, che come medico non ebbe difficoltà ad inserirsi nella vita sociale dell'isola. Nel 1826 il vice-console inglese a Corfù riferiva che in casa di Gian Battista degli Oddi, console pontificio, si tenevano riunioni carbonare a cui interveniva il Rotondi, pessimo soggetto. Nel 1827, grazie ad un indulto, tornò in Italia, ma gli fu concesso il domicilio coatto ad Avellino. Nel 1828 aderì alla setta dei Filadelfi. Fu qualificato “irresipiscente, indomabile, settario”. Costituì a Torre una setta segreta, di cui era il capo, chiamata I Tulli del Foro. In quel periodo si diede alla latitanza e dopo molto tempo, il 18 Aprile del 1829 fu arrestato e deportato nell'isola di Lipari. Solo nel 1830, grazie agli auspici di Lord Adam e di altre personalità dell'isola di Corfù, fu rimesso in libertà dal Consiglio di Stato e sottoposto a libertà vigilata.  

Questo documento lo abbiamo avuto ad aprile del 2007 ed è un reperto davvero straordinario. In calce a questa ricevuta del 1805 c'è la firma di Don Pasquale Rotondi