EMIGRAZIONE
STORIE
 

   

Un'indagine dell' F.B.I.

di Florindo Cirignano

 

 
    
 
 

e solo in quel momento Ciriakin realizzò che, quello che veniva chiamato “il Santo” – un bastardo, crudele e insensibile, un ladro, stupratore di bambine e assassino - stava seduto al bar del Cubano, travestito da prete, ingurgitando cornetti alla crema. Aveva folte ciglia nere, che esaltavano uno sguardo torbido e diabolico, la bocca grande da debosciato e capelli che sembravano fatti di fil di ferro. Era quello il male, la pustola dell’umanità che avrebbe dovuto eliminare .…”

Da “Agente Ciriakin: dalla Torre con amore” di anonimo torrese del XX sec.


Tutto iniziò il 3 febbraio 1917.
In Europa la guerra, spaventosa per numero di morti e distruzioni, stava imperversando da tre anni e la flotta tedesca pressata dalle corazzate inglesi era costretta a rifugiarsi in porti sicuri. La Germania aveva da tempo lanciato la sua campagna di attacchi di sommergibili a tutte le navi che rifornivano ai paesi nemici. In quel giorno, il 3 febbraio appunto, un U-boat tedesco silurò la nave Sussex, un’ imbarcazione americana da trasporto, disarmata e di nazionalità neutrale.
Tanto bastò, in aprile, al presidente Wilson per dichiarare guerra alla Germania. Tutta l’amministrazione americana mise in moto una poderosa macchina produttiva ed organizzativa. Furono potenziate le strutture dell’agenzia di controspionaggio e varate immediatamente leggi per la salvaguardia e la difesa della nazione. Centinaia di persone che conoscevano una lingua straniera, furono arruolate per controllare ogni notizia che entrasse o uscisse dal paese. Era la grande battaglia dell’intelligence .

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 28 Settembre 1917

Bobby Scaletta, intorno alle due di pomeriggio, seduto alla sua scrivania, stava mangiando uno schifoso panino con salsiccia, accompagnato da una birra tiepida e  quasi acida, che poco prima da un commesso  aveva portato dal bar della  Franklin Street. Era di pessimo umore sin dal mattino. Per arrivare nel suo ufficio di Broad Street, dal North End dove abitava con la vecchia madre, ci volevano solo un ventina di minuti a piedi, ma tanti erano bastati perché quel giorno  si bagnasse come un pulcino. Ora avvertiva un incipiente raffreddore che pensò bene di combattere accendendo un grosso sigaro. Si alzò dalla sua scrivania e si affacciò alla finestra, dalla quale si intravedeva la baia di Boston. Tra le gocce di pioggia che si rincorrevano sul vetro, osservava le decine di navi che passavano nella baia, lasciando scie di fumo turbinanti dalle ciminiere, che andavano a confondersi con le  nubi basse e grigie del cielo.
Bob doveva affrontare un problema che lo tormentava da settimane: ricoverare o meno  sua madre  affetta  ad un’ arteriosclerosi che si aggravava di giorno in giorno. Una segreta parte del suo cervello gli sussurrava che portare la donna in uno istituto psichiatrico lo poteva liberare da tante incombenze e poteva magari succedere  di  incontrare una donna, visto che aveva da un pezzo compiuti i quaranta anni ed era ancora scapolo. Si stiracchiò pigramente e si avviò lungo il corridoio per  andare a prendere un caffè. C’era una ragazza carina al primo piano dell’edificio, che in continuazione ne preparava caraffe. Sbirciò, passando, negli altri uffici della sezione italiana, tra le più grandi della struttura governativa. Tutti aspettavano l’arrivo della posta del mattino. Era loro compito, durante l’intera giornata, verificarla  ed, eventualmente,  censurarla, laddove lo ritenevano necessario. Bevve il caffè, sperando che la ragazza che lo stava servendo lo notasse, ma si rese conto che col suo grosso pancione, le sue ridicole bretelle e la testa calva come una palla di bigliardo aveva davvero poche speranze. Lentamente tornò alla sua scrivania e qualche secondo dopo apparve Charles Frungillo, uno dei fattorini che lo salutò con un grugnito e svuotò la sua borsa sulla scrivania. C’erano ad occhio circa duecento tra lettere e telegrammi. Avrebbe fatto tardi anche oggi! Con un temperino lacerò la prima busta. Tutto sommato il suo lavoro gli piaceva. Entrare nella vita degli altri, conoscere sogni, debolezze, peccati e sentimenti lo faceva sentire potente. La sua propensione al voyeurismo risaliva a quando, da bambino, spiava sua zia ogni volta che si lavava. Nella prima lettera c’era poco da censurare. Una donna salutava sua madre in Sicilia e le inviava un dollaro. Nella seconda dovette intervenire, cancellando con la china, tutti i dettagli che un operaio dell’industria siderurgica forniva al fratello circa il suo lavoro. Fu verso sera che incappò il qualcosa di grosso. Un cablogramma inviato da Milford, Massachusetts, ad un luogo sconosciuto d’Italia, Torre le Nocelle, col seguente testo: “Provate seppelisto a Torre”. Che diavolo voleva dire? Che cosa si celava in quella frase criptica? Si alzò di scatto e si diresse nell’ufficio cartografia e chiese ad un addetto, un vecchio ossuto e dinoccolato come una marionetta, di trovargli sulle carte d’Italia il luogo di destinazione del cablogramma. Il vecchio tornò poco dopo con una grande carta, inforcò un paio di occhiali enormi e segnò col dito un punto appena visibile sul foglio. Bobby, dopo qualche attimo di riflessione, ringraziò il vecchio e si diresse verso il  suo ufficio. Tornò a casa per la Atlantic Avenue, ripensando  ossessivamente alle parole di quel cablo: “Provate seppelisto a Torre”.


Il giorno dopo si presentò al suo capo, F.P. Schmidt, un crucco obeso, con la pelle floscia e rossa, risultato di migliaia di salsicce e di ettolitri di birra ingurgitati. Gli mostrò il documento e gli piegò che in maniera molto sgrammaticata, ma anche molto sospetta, si poteva tradurre letteralmente in “Try to hide him in Torre".

" Tuttavia Torre si può tradurre con “tower” e ieri da Boston è partito un convoglio di navi dirette in Italia - disse". " Là le cose vanno malissimo. L’offensiva che gli italiani avevano lanciato contro gli austriaci si è rivelato un vero disastro". Schmidt si grattò la testa pelata e chiese alla sua segretaria l’elenco delle navi che nell’ultima settimana avevano lasciato Boston con rotta per l’Atlantico e la loro destinazione finale. La donna tornò dopo qualche minuto con un foglio di carta.

“ Ecco – disse Schmidt - i mercantili Antilles ( capoconvoglio), J. L. Luckenbach, Fannie Prescott, D. N. Luckenbach, sono diretti in Inghilterra , Sea's Tower ( capoconvoglio), Rochester, Margaret L. Roberts, Actaeon, Armenia, Owasco, Atlantic Sun, vanno in Italia, mentre Chincha ( capoconvoglio) , Chattahoochee, St. Helens e Alamance in Francia. Altre sette navi si dirigono verso la Russia, la Norvegia, la Finlandia e la Svezia. Forse hai ragione tu. Potrebbe riguardare il convoglio della Sea’s Tower; meglio avvertire l’F.B.I.”.

La lettera di Schmidt, inviata in data 29 settembre con numero di protocollo 64047, arrivò due giorni dopo a New York sul tavolo del capitano William M Offley capo della Divisione New York del Federal Bureau Investigation. Questi si consultò col suo capo A. Bruce Bielasky. Qualche giorno prima avevano smantellato una rete di spie tedesche che comunicavano, tramite falsi ordini di acquisto di  frutta secca in Grecia, in realtà trasmettendo  notizie cifrate ad un agente turco, il quale a sua volta le passava ai tedeschi.

Decisero, quindi di vederci chiaro e interpellarono il  loro uomo di Boston, Nils Janson  che immediatamente spedì a Milford il suo miglior uomo: l’agente speciale Kelleher.


 

Kelleher imboccò nel primo pomeriggio la Tremont Street con la Dodge del bureau, quindi si immise nella  Marginal Road e, dopo un’ora di viaggio,  passò innanzi al n. 215 della Main Street di Milford, tra la Exchange Street e la Park Street. Era una casetta di recente costruzione, dignitosa e tenuta molto bene. Il detective rallentò appena per osservarla meglio, poi proseguì e si fermò in un piccolo hotel sulla West Street, pochi isolati più avanti. Per due giorni Kelleher gironzolò con molta circospezione intorno alla casa, poi incominciò a prendere vaghe e apparentemente insignificanti informazioni sulla famiglia. Seppe che il padre Celestino faceva lo scalpellino, che era molto stimato e che aveva ottenuto la cittadinanza americana sette anni prima. La mattina del terzo giorno intravide una donna uscire dalla casa. Poteva avere sui quaranta anni, ma ne dimostrava sessanta; vestita completamente di nero, ricoperta di un foulard dello stesso colore, pallida come fantasma, era sorretta da un uomo col quale si diresse verso Park Street. Il detective notò  una vicina di casa la quale  li seguiva con lo sguardo, scuotendo di tanto in tanto la testa. Le si avvicinò e, mostrando il distintivo, le domandò chi fossero quei due. La donna sobbalzò, visibilmente impressionata dalla  presenza del poliziotto, ma Kelleher la tranquillizzò.


“ Si chiamano Caterina Vozella e Clamanzio Celestino Ardolino - disse sospirando - e sicuramente stanno andando in chiesa. Qualche giorno fa hanno saputo che il loro figlio Giovanni,  di 22 anni era stato ucciso in battaglia in Italia.  Avrebbero voluto il suo corpo fosse trasportato qui in America, ma non è stato possibile a causa dei sottomarini tedeschi.

"Povera madre – esclamò asciugandosi una lacrima - non può nemmeno piangere sulla tomba del figlio".

Il giorno dopo Nils fece il suo rapporto al suo capo che inviò un’informativa ( N. 66998)  a F.P. Schmidt nella quale spiegò che il cablogramma inviato da Caterina Vozella a suo padre Angelo Vozzella a Torre le Nocelle, Italia, non conteneva alcun messaggio sospetto e che per l'F.B.I. il caso era da ritenere definitivamente chiuso.
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Voi credete che  mi sia tutto inventato, vero? Se la pensate cosi, datevi la pena di guardare, allora, questi due lettere. Sono documenti ufficiali dell’ F.B.I. che abbiamo ricevuto grazie all'interessamento di un agente del bureau, ora in pensione: il detective Bud Weiser ( detto Scungiglio).

 

 



 

 

(Con la preziosa collaborazione della detective C. Cefalo )