Tabula rasa  

 

 

 “La politica della politica” da sempre ha regnato nelle piccole comunità. Pochi uomini hanno avuto la risolutezza di sfuggire a questa irriverente e oscurantista tesi poiché, quando ci sono di mezzo i propri interessi, non si guarda in faccia a nessuno.

 

     Si parla di un’idea di politica che divide la gente che diventa ambiziosa e opportunista, gretta e individualista, irriconoscente e critica. Si entra in un circolo vizioso in cui “tutti appoggiano tutti” e felici e contenti per aver messo al sicuro i propri domani, sono pronti a scuoiarti se osi contrastarli o contraddirli.

 

     Torre le Nocelle, dicembre 2004, un gruppo di persone (forse hanno letto l’articolo “Regressus in infinitum”) organizza un mercatino nella zona antica del paese, apportando non solo un piccolo segno di innovazione ma contrapponendo anche alla suddetta filosofia, un pensiero, forse un poco azzardato, di avvicinamento e di comunanza dell’intero popolo torrese.

 

     È tutto sprecato, la mentalità del torrese, di ogni torrese o quasi, ragazzo o uomo che sia, è impregnata di pregiudizi e in ogni situazione (anche in quelle in cui non dovrebbe centrare nulla), mette di mezzo la politica dando vita al più triviale e regressivo metodo di critica, il disprezzo per il nuovo.

 

     Dall’alto del mio bel piedistallo ho osservato persone, anche se poche, che per un attimo hanno dimenticato la loro idea politica e hanno lavorato insieme e unitamente per tutta la collettività torrese, ma non si parla delle “autorità” più importanti della comunità, bensì di consiglieri di minoranza, di ragazzi e bambini, insomma, di persone spinte solo dalla volontà di fare e di creare per il bene del paese e per i più sfortunati.  

 

     Ma i personaggi importanti di Torre perché non hanno preso parte all’evento e anzi lo hanno ignorato? Non dovrebbero essere proprio i suddetti a favorire qualsiasi iniziativa? Ad esser presenti ad ogni manifestazione? Probabilmente in quel periodo si era troppo indaffarati ad ordire macchinazioni politiche tali da accattivarsi il consenso non solo della solita parte di gente ma anche di persone che contano veramente in politica!  

 

È giusto considerare ogni evento in modo positivo ma si ha bisogno ancora di altri stimoli e soprattutto di collaborazioni disinteressate poiché, attualmente, l’inerzia e il disinteresse, da parte di chi ci amministra a promuovere iniziative culturali e ad apportare innovazioni sostanziali alla struttura del paese, continuano a dominare sulle aspettative oramai abiurate di molte persone della comunità.

 

Lunga vita ai torresi!

 

     “Ego”