CREDI PER COMPRENDERE!!!                       

 

Qualche anno fa mi è capitato per le mani un libro sulla storia di Padre Pio. Per semplice curiosità l’ho letto e non mi vergogno a dirlo ma ho pianto, ho pianto perché ho letto di un’esistenza tormentata dai dolori fisici, dalle accuse, dai ricatti, dalle condanne ma anche di un uomo che non si è mai arreso a questo travaglio. Non mi sento in grado di poter giudicare i miracoli o le attitudini divine ma credo di poter valutare l’aspetto strettamente umano del Padre.

 

     Ho ammirato l’uomo che, nonostante disponesse di cospicue somme di denaro, ha condotto una vita umilissima, ha sostenuto materialmente e soprattutto moralmente persone che ne avevano bisogno e infine è stato fautore del maestoso ospedale “Casa Sollievo della sofferenza”. Nella anzidetta costruzione anche i pavimenti sprizzano amore, già, perché “il Frate con le stigmate”, prima che da una profonda religiosità, in ogni azione era mosso dall’amore puro e disinteressato oltre che da un forte senso di generosità e di carità verso le persone, soprattutto verso quelle che soffrono.

 

     A proposito di persone che soffrono … chi ha difficoltà motorie o addirittura è costretto su una sedia a rotelle, come può accedere al nostro cimitero? Se vi piace credere che scriva ciò perché io stesso sia un non abile, pensatelo pure, tanto al cimitero ci vado raramente e mai a novembre poiché IO, i miei morti, li trovo ogni volta che voglio nel mio cuore e senza andare, per l’occasione, dal barbiere o indossare il vestito più bello e, per concludere, faccio le corna, al momento sto più che bene! Pensiamo, ad esempio, ai molti anziani del paese che, quando salgono o scendono i gradini del camposanto si reggono al muro andando incontro a rischi di pesanti cadute. Non sarebbe più semplice per tutti un’entrata alternativa?  Fortunatamente, nel nostro paese non abbiamo mai avuto persone in carrozzella o con gravi problemi motori, anche se ciò (e rifaccio le corna) non vuol dire che non ne avremo mai, e pertanto, il problema che non è mai stato preso in considerazione prima o poi dovrà essere affrontato nel rispetto dei disagiati. Dopotutto un passaggio più agevole per ogni tipo di persona sarebbe vantaggioso per buona parte della comunità torrese, attuale e futura. Prima che un adeguamento delle infrastrutture per il turismo religioso, sarebbe giusto considerare prioritariamente le esigenze della nostra comunità!

 

     Lasciando perdere le mie forse banali e sconclusionate riflessioni, torniamo a Padre Pio (lui approverebbe i miei pensieri e sicuramente mi ammonirebbe se leggesse che ho osato dare del banale e sconclusionato ad un argomento del genere).

Nel suo cuore non c’è mai stato posto per l’odio o l’avversione; per ogni uomo, credente o ateo, degno o indegno aveva una parola dolce, una parola di comprensione e considerazione. Santo, uomo, padre, consigliere, non c’è un termine che possa definire Padre Pio nella sua totalità e se solo ci lasciassimo guidare un po’ tutti dal suo esempio, al mondo non esisterebbero guerre di nessun tipo e dominerebbero rispetto e altruismo. Se tutti seguissero la scia che ha lasciato il Santo non si darebbe adito a presunti illuminati e si riconoscerebbe la vera santità dalla irriverente idolatria. Perdonatemi dunque, se francamente penso che al mondo ancora non esista un uomo paragonabile a Padre Pio: guardatevi intorno, passatevi una mano sulla coscienza e se credete che il mio giudizio sia sbagliato, beh, sono problemi vostri! 

 

Ego