Un ricordo di due torresi: Blocco e Ntonio e Pongiotto
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Deliberatamente ho fatto trascorrere
alcuni giorni prima di scrivere queste poche righe. Era mia
intenzione
Di Minicuccio ho ottimi ricordi legati alla fine degli anni ottanta, l’epoca delle prime feste dell’Emigrante, quando grande era l’impegno politico e maggiore l’illusione che ci potesse essere una svolta nella società torrese. Egli era da poco rientrato dalla Francia. Non aveva un lavoro e se la passava piuttosto male. Qualche volta aveva fatto, con scarso successo, anche il manovale per suo zio Guido. Nel 1988 trascorrevamo le serate nella sede del partito socialista torrese a giocare a “briscola a cinque”, insieme ad Agnelli, Armando, Riccio, Nicola o’ Uappo, Diaroro ed altri. In quell’anno ebbi la mia promozione a funzionario. Per festeggiare l’evento invitai Blocco a cena. C'erano anche tutti i miei colleghi di Servizio, una ventina all’epoca. Feci una cosa fuori dal comune, in quanto a questo tipo ci cene partecipano, di norma, esclusivamente i compagni di lavoro. Elegantissimo, Minicuccio fece il suo ingresso nella sala del ristorante, con un blazer blu e camicia azzurra. I miei colleghi, credendo che fosse un direttore di banca ( tale era nell’aspetto e nel portamento ), lo trattarono per tutta la sera con il massimo riguardo e deferenza. Domenico era educatissimo e sapeva come comportarsi.
Io voglio ricordarlo, tuttavia, anche quando, nella Festa dell’Emigrante, distribuiva panini e salsicce, contento, attento, polemico e “torrese”.
Con Ntonio re Pongiotto ,invece, se ne è andato un chiazzaiuolo ( nel senso buono), uno, dei pochissimi, che frequentava ancora la piazza.
Normalmente, col bel tempo, se ne stava disteso sui gradini del monumento, dove aspettava la sua compagnia: Ciriachino, Peppo e Capitano o Riccio.
Io gli volevo molto bene e con lui mi divertivo molto, anche se talvolta lo facevo volutamente (ma bonariamente) arrabbiare.
dicevo - “ stamattina ho incontrato Fiorenzo e mi ha venduto per 5 euro due buste di fungi re chiuppo” oppure, se era stagione, - “ Nto i figli di Luigino e Simone mi hanno regalato no mazzo re spalici re no paro e chili”.
Invariabilmente rispondeva “ E che cazzo te l’ai mangiati tutti?! Non me ne putivi portà rui? Ti puozzi strafocà!”.
Aveva una risata aperta e spesso raccontava di fatti divertenti dei tempi passati. La sua specializzazione, però, era quella di shockare i pellegrini che gli chiedevano informazioni sull’uomo dei miracoli. Li lasciava allibiti, senza parole, attassati. E su questo ne avrei di aneddoti da raccontare!
Peccato che ci abbiano lasciato!
Passeggio per Torre in queste brumose
serate di autunno e talvolta mi pare di scorgere ancora Blocco,
fermo davanti al bar di Agnelli, mentre legge il giornale; altre volte,
invece, passando per la piazza, mi sembra che dalla nebbia, avvolto
nel suo cappotto verde emerga Ntonio il quale , alzando il bastone
in segno di saluto, mi dica allegramente:
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