Aneddoti Licenziosi

L'anatema

Na vagliotta, parlanno re uno ca la voleva, na vota me risse : “ Chiuttosto che ce ra la pepola a isso, la mettesse mbonta lo campanaro e me la facesse pizzolià ra l'aucielli”. Una ragazza una volta parlandomi di un suo pretendente che lei non gradiva affatto, disse ( riferendosi alla sua vagina): “ Piuttosto che darla a lui preferirei metterla sulla punta del campanile per farla beccare dagli uccelli”

 

Prova d'amore

Questo aneddoto è tanto antico che, oramai, si sono persi i nomi dei protagonisti.
Ce steva na vota no vaglione ca voleva assai bene a na vagliotta. Lo patre re essa, però, non volea re nisciuna manera. No juorno lo vaglione pigliao lo mandulino e si mittìo sotto la fenestra re la nammorata pe ce fa na serenata. Lo padre ra vagliotta pigliao no pisciaturo chjno e lo sciartao ra lo barcone ncapo a lo povero cristiano. Quist'omo però, ca pensava che era stata la vagliotta a jettà la porcaria, le cantao accussì: "Che me ne po' mportà che la merda fete si è jasciuta ra stu culo nzuccarato ?
Lo padre capìo allora ca isso la voleva veramente bene e lo fece trasì inda la casa.

La prima notte di nozze

A don Pasquale, che scherzando voleva sapere come era andata la prima notte di nozze, Genoeffa ro Secchiaro rispose: - Che buliti…..isso non m'ha ditto niente …... e io non aggio cercato cunti.

LA MALEDIZIONE

Anni 60. Un signore ad una donna molto buona:
 -"Jah! rammela....rammella pe na vota sola, che te costa?.
Lei: -" Vavattenne ....sto puorco....!
Lui bestemmiando San Ciriaco a denti stretti: -".... Quanno muori aggia vinì ncoppa la fossa e taggia tripitià la pepola......"

 

Lo ncocciapecore

 

Una volta un ragazzo torrese fu scoperto dal padre mentre si inc... una pecora. Il povero genitore lo "scormò di sango".  Passati alcuni mesi l'animale fu macellato ed una parte di esso  cucinato arrosto. Il ragazzo, tornando a casa chiese:  "Mamma che se mangia hoy?". Il padre rispose " Le costate re chitammuorto re mogliereta".

 

 

VOTATTE 

Un giorno Ciriaco re Cat.... faceva la siesta in una "pagliara".  La pagliara è diversa dal pagliaro e la differenza non consiste solo nel genere. Il pagliaro era un ammasso conico di paglia, al femminile, invece, si inicava una baracca fatta di canne, pali, giunchi e paglia. Ciriaco, in un giorno d'estate, come dicevo, se ne stava al "piano rialzato”, quando fu svegliato da un rumore. Un uomo ed una donna entrarono nella baracca e dopo essersi velocemente spogliati, si concessero una bella e precipitosa  scopata. Finita la "consumazione",  l'uomo indossò i vestiti e se ne andò via con circospezione. La donna, invece,  rimase  per evitare di farsi vedere con l'amante e  continuò a vestirsi lentamente. Fu a questo punto che Ciriaco saltò a terra e con voce grave e minacciosa  esclamò " Mò ma fa fotte pure a me o lu dico a tutto o paese”. La povera donna capì che non scherzava e si distese pazientemente sulla paglia, allargando malvolentieri le cosce. Ciriaco, che evidentemente non amava arare il terreno già arato, esclamò: “ Vattè !A chi la vorà? Io traso là indo? Manco morto! Vota o culo..!”

Add, 9/9/2006